La Calabria dei treni guasti. Ancora disagi sulla tratta Cosenza-Reggio Calabria

Vetture obsolete e mal funzionanti, ferrovie in continuo cantiere, ma anziché migliorare il servizio si pensa a sopprimere le tratte

di Francesco Donnici
RENDE
Lo scenario è il solito, come se in alcune zone del Bel Paese il tempo fosse rimasto fermo. Cantieri ferroviari perpetui; vetture obsolete e mal funzionanti che spesso rimangono ferme per guasti meccanici di ogni genere, soprattutto in questa stagione.
L’ultimo episodio di “disagio ferroviario” si è avuto questa mattina sulla tratta che collega Cosenza a Reggio Calabria. Per l’ennesima volta, il treno regionale, arrivato nella stazione di Castiglione Cosentino (Rende) si è fermato e non è più ripartito. Ed ancora una volta, i passeggeri sono stati fatti salire a bordo per affrontare un’attesa resa ancora più estenuante dalla mancanza di aria condizionata e dalla fatiscenza delle carrozze. Attesa vana, perché quegli stessi passeggeri sono stati poi costretti a scendere circa mezz’ora dopo l’orario previsto per la partenza, e ad attendere il treno sostitutivo.
Quel treno partirà con più di un’ora di ritardo tra le polemiche ed il disagio dei passeggeri che non potranno più prendere le loro coincidenze – siano treni o aerei – verso mete nazionali ed internazionali. Nonostante Trenitalia, attraverso i suoi funzionari, si sia adoperata fin da subito per venire incontro alle esigenze e ridurre il più possibile il disagio indotto dall’ennesimo «guasto meccanico», il danno è ormai fatto. E non è la prima volta.
Per quella stessa tratta, riferendoci al solo mese corrente, ci sono stati altri episodi simili. Cosa anche più grave se si considera che proprio in questo periodo, la regione, meta gettonata dai tanti che si spostano verso le località balneari sulle coste ionica e tirrenica, vengono travolti da questi disagi ed invogliati – riportando le parole di questa mattina, di un passeggero proveniente dalla Germania – «a non tornare più in Calabria, perché per quanto bella, non si possono sopportare questi disagi che pregiudicano un’organizzazione di mesi». Si potrebbero fare molti esempi da questo punto di vista, ma la tratta in questione richiama una maggiore attenzione se si considera che è da poco tornata attiva dopo circa un mese di sospensione – e conseguente interruzione del traffico ferroviario per quella zona – del percorso tra Cosenza e Paola per via degli ennesimi lavori di manutenzione della galleria Santomarco.
Dallo scorso 24 giugno – giorno in cui la viabilità è stata riattivata – sono almeno tre situazioni simili a quella di lunedì mattina.
Ci si potrebbe allora chiedere, visti i disagi e i ripetuti guasti delle vetture, perché si continui ad utilizzarle nella consapevolezza di creare danni e congestioni alla circolazione ferroviaria, oltre che di fornire un servizio sempre più scadente e, per certi versi, pericoloso.
Ce lo si potrebbe chiedere se non fosse che nel frattempo alcune tratte si avviano ad essere soppresse, col conseguente isolamento della zona ionica su tutte, e viene previsto l’approdo dell’alta velocità con una tratta che passando da Paola e (forse) Scalea, tornerebbe a collegare la regione col mondo esterno, ma solo in via temporanea e sperimentale.
È probabile che si tratti proprio di questo: la Calabria delle infrastrutture e dei trasporti si sta avviando a diventare sempre più una “cavia da laboratorio” dove solo oggi si testano servizi introdotti nel resto d’Italia da più di un decennio. Oppure, per alcuni, viene considerata più uno scarto al quale riservare quelle “rimanenze” che da altre parti sarebbero tacciate come simbolo di inciviltà. (redazione@corrierecal.it)







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