Agraria formerà manager per gestire aziende vitivinicole

Un nuovo master arricchisce l’offerta formativa del dipartimento della “Mediterranea”. Il direttore Zappia: «Vogliamo migliorare e valorizzare ulteriormente le potenzialità del terroir e delle imprese calabresi del settore»

REGGIO CALABRIA Una rinnovata offerta formativa che punta sulla flessibilità professionale, sulla specializzazione, sullo sviluppo di metodi di ricerca, raccolta e trattamento dei dati e delle informazioni; a Reggio Calabria il Dipartimento di Agraria, l’unico in una regione dove sono attive 31.795 imprese agricole (in crescita del 3,4% nel biennio 2016/2018), ha lanciato percorsi didattici fortemente connessi all’ambiente, al territorio ed al mondo produttivo forestale, agroalimentare e rurale.
Frutto del consolidamento del processo di razionalizzazione e qualificazione dei percorsi didattici l’Offerta Formativa del Dipartimento vuole coniugare la costante evoluzione delle conoscenze in campo scientifico con i cambiamenti di carattere socio-economico intervenuti nella società e nel mercato del lavoro, nonché con i mutamenti della politica agroalimentare e forestale comunitaria.

I Corsi di Laurea sono tre: Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze Forestali e Ambientali, Scienze e Tecnologie Alimentari.
Significativa – per la regione e per le dinamiche che caratterizzano i contesti urbani, territoriali, sociali ed agroalimentari – la scelta di avviare dei nuovi curricula; nel contesto del corso di Laurea in Scienze Ambientali e Forestali sarà possibile per gli studenti formarsi in “Ambiente e Paesaggio Agro-Forestale” e “Progettazione delle Aree Verdi”.
Curricula che intercettano la richiesta di figure professionali altamente qualificate nella progettazione, nella cura, nella gestione del paesaggio agroforestale e di quelle aree verdi che da tempo costituiscono, dentro e fuori le città,un vero e proprio problema.
Nel corso di Laurea in Scienze e Tecnologie alimentari i curricula attivati riguardano invece le “Tecnologie Alimentari” e “Gastronomia e Ristorazione”, si tratta di un profilo che corrisponde per intero alle esigenze del mercato ed alle richieste di aziende e consumatori occupandosi di un settore in grande, costante e straordinaria espansione.
Tutti i corsi predisposti dal Dipartimento hanno una cifra distintiva e cioè l’attenzione dedicata aspetti biologici e naturalistici, economici ed ingegneristici, nonché all’acquisizione delle conoscenze di base anche nel campo delle applicazioni informatiche e delle lingue straniere.
L’obiettivo del Dipartimento, diretto da Giuseppe Zimbalatti, è quello di continuare a proporsi come polo di riferimento e centro scientifico e formativo nell’ambito di una rete di ricerca che sia integrata e che guardi ai Paesi che si affacciano sul mediterraneo.
Se la formazione “classica” garantita dai Corsi di laurea attivati è – indiscutibilmente – una risorsa per l’intera regione, per le prospettive occupazionali e per un contesto agricolo ed agroalimentare fortemente dinamico, ancor più apprezzabile risulta essere la formazione destinata alle competenze specialistiche.

Assolvono a questa funzione, in riva allo Stretto, il Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali ed i Master attivati, di volta in volta, su tematiche specifiche e che vanno incontro ad esigenze reali del mondo produttivo.
Risponde a questa logica, ad esempio, il Master di II livello in “Management delle aziende vitivinicole” nato dalle relazioni avviate dall’Università Mediterranea con gli operatori del settore dell’agroindustria meridionale.
Istituito dal Dipartimento di Agraria, assieme al DiGiES (Dipartimento di Giurisprudenza Economia e Scienze Umane), in collaborazione con INPS, Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Camera di Commercio dell’Industria e dell’Artigianato di Reggio Calabria, il master ha come obiettivo quello di istruire tecnici di alto livello professionale, capaci di soddisfare le esigenze delle imprese di un comparto, quello vitivinicolo, che è fondamentale per la produzione e per l’export agroalimentare italiano e calabrese.
Basti pensare che nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state a livello nazionale di 1,96 miliardi di euro, con una crescita del 5,2% rispetto al 2018, per la produzione vitivinicola calabrese la vendemmia in corso dovrebbe registrare un +9%.
Il Master formerà delle professionalità dotate di una forte integrazione delle competenze, a partire da quelle di base degli ambiti viticoli ed enologici, per completarsi con quelle più orientate ad aspetti di tipo sociale e culturale, della comunicazione, del marketing e dello studio delle dinamiche dei mercati e delle tipologie dei consumi alimentari.
Nel percorso formativo particolare attenzione è rivolta alle innovazioni colturali e tecnologiche finalizzate alla sostenibilità, al miglioramento qualitativo, alla competitività ed alle relazioni connesse al risk management ed al rischio ambientale.
Di fatto i professionisti formati potranno supportare, dal punto di vista metodologico, tecnico e strategico, la governance, coordinando e gestendo, nel modo più efficiente ed efficace, le attività delle aziende vitivinicole.
Ne è convinto il professore Rocco Zappia, direttore del master, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

I professionisti formati grazie al master quale valore aggiunto potranno dare alle aziende?
La viticoltura calabrese, sugli scenari nazionali, così come internazionali, ha avuto nel recente passato un ruolo importante mentre, oggi, a causa della ridotta superficie regionale ha un ruolo marginale per quanto riguarda le entità delle produzioni. Tuttavia, in termini qualitativi, grazie alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e all’innovazione tecnologica adottata sia in campo sia in cantina, le produzioni ottenute sono note a livello nazionale ed internazionale. Tali risultati si traducono in produzioni di eccellenza apprezzate e diffuse in tutto il mondo, ciò è stato possibile, come detto, grazie ai vitigni autoctoni riscoperti, valorizzati e proposti con successo, associati anche ad alcuni vitigni internazionali, che impiantati in diversi e peculiari territori della Calabria si sono meravigliosamente integrati, al punto da sposare gli uvaggi locali in blend di ottima riuscita.
E, anche in questa ottica, di migliorare e valorizzare ulteriormente le potenzialità del terroir e delle aziende vitivinicole calabresi, è stato concepito il piano formativo del Master, così da fornire alle imprese di produzione primaria e di trasformazione del settore, dei professionisti che attraverso una gestione agronomica, tecnologica ed economica sostenibile, siano in grado di definire strategie aziendali e gestionali altamente innovative. Così da supportare, dal punto di vista metodologico, tecnico e strategico, le governance aziendali, organizzando e gestendo, nel modo più efficiente ed efficace le attività delle imprese vitivinicole.

Concretamente la formazione attraverso quali percorsi verrà sviluppata?
Il percorso formativo ha previsto lezioni frontali, lavori di gruppo e stage a cui sono stati affiancati progetti applicativi e project work per mezzo dei quali i formandi hanno avuto modo di confrontarsi con il mondo del lavoro e acquisire competenze spendibili in ambito lavorativo grazie ad un approccio estremamente pratico. Le lezioni frontali hanno visto il coinvolgimento di docenti afferenti a differenti Istituzioni scientifiche del panorama nazionale e interni che hanno trattato oltre agli argomenti canonici della viticoltura, anche quelli di introduzione più recente quali: la viticoltura di precisione e sito-specifica, le innovazioni nella gestione del vigneto e le tecniche di adattamento al cambiamento climatico, le nuove tecnologiche applicate al miglioramento genetico, i moderni sistemi di allevamento e l’innovazione dei modelli di produzione al fine di contribuire allo sviluppo di una autonoma capacità di valutazione del contesto e delle problematiche e alla creazione delle competenze necessarie ad individuare possibili soluzioni.
Il piano formativo, molto articolato, è stato concepito per associare alla preparazione didattica, tramite lezioni, delle attività pratiche che mediante progetti applicativi e stages aziendali. E per favorire uno scambio di esperienze con il panorama internazionale del settore sono stati invitati a tenere lezioni docenti di chiara fama.
Tra i docenti ricordiamo: Stefano Cordero di Montezemolo dell’Università degli Studi di Firenze che partendo dalla gestione dei consorzi e dalle organizzazioni di produttori, ha fornito la propria esperienza di economista di respiro internazionale; Osvaldo Failla dell’Università degli Studi di Milano il quale ha trattato l’imprescindibile tematica legata all’agrometereologia e ai cambiamenti climatici; Rosario Di Lorenzo dell’Università degli Studi di Palermo che si è occupato della gestione agronomica e dell’innovazione di sistema dei vigneti; Stefano Poni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza il quale ha erudito i formandi sui processi fisiologici e sulle interazioni pianta-ambiente – Le lezioni relative al miglioramento genetico e alla selezione sanitaria e difesa della vite, sono state affidate a Francesco Faggioli e Manna Crespan Ricercatori del CREA di Roma e Conegliano. Particolarmente innovativa è stata l’introduzione dei temi relativi al risk Management e alla gestione del rischio ambientale curati da Francesco Bizzotto, consulente di Confindustria Milano. Apprezzata dai partecipanti al master si è rivelata la lezione tecnico pratica sulla degustazione, analisi sensoriale, sull’utilizzo di ausiliari per il riconoscimento e la classificazione dei vini, tenuta dal Professore Vincenzo Vasta, enologo esperto ONAV.

Quale è il grado di consapevolezza delle aziende vitivinicole calabresi rispetto alla pressante necessità di affiancare alla produzione la ricerca, ai percorsi aziendali figure qualificate e specializzate?
Nell’ultimo decennio le aziende hanno acquisito consapevolezza di quanto sia importante affiancare l’innovazione tecnologica alle tradizionali pratiche agronomiche ed enologiche, così come sia rilevante valorizzare i vitigni autoctoni (Gaglioppo, Magliocco dolce, Nocera, Greco bianco, Malvasia, Pecorello) ed utilizzare in modo consapevole gli internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon ecc.,) iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Viti e idonei alla coltivazione in Calabria.
E, pertanto, quanto risulti indispensabile valorizzare il giusto potenziale dei singoli terroir presenti in Calabria che per peculiari caratteristiche pedoclimatiche sono in grado di fornire prodotti tipici dei singoli distretti. Nella cornice appena delineata, ben si inserisce la figura del tecnico specializzato in “Management delle aziende vitivinicole”, il quale acquisito il titolo ed ampliato il proprio bagaglio culturale, sarà in grado di soddisfare le esigenze delle imprese vitivinicole in generale, ed in particolare di aiutare a: sviluppare “vitigni” con varietà calabresi; praticare una viticoltura sostenibile e certificata che veicoli al contempo un mirato riferimento territoriale sui mercati esteri che è fondamentale per la produzione e per l’export agroalimentare italiano e calabrese; valorizzare le denominazioni certificate più note, così da facilitare la penetrazione sui mercati esteri (Gaglioppo, Magliocco e Greco bianco); prevedere investimenti in biotecnologia di supporto, per favorire la produzione di vini di alta qualità; realizzare reti di impresa e di partnership e fornire alle imprese la necessaria assistenza per ottimizzare il lato commerciale.







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