I risultati di Municipia preoccupano i consiglieri, la grana tributi agita Palazzo dei Bruzi

L’assessore Lino Di Nardo: «Il mio assessorato negli anni è passato da 55 a 14 dipendenti». E la minoranza chiede lumi: «Perché mancano front office, call center e altri servizi che invece da capitolato d’appalto dovrebbero essere presenti?»

di Michele Presta
COSENZA
Prima il richiamo della Corte dei Conti, poi a cascata, quello del collegio dei revisori. Il comune di Cosenza ha un problema con la riscossione dei tributi e adesso sul banco degli imputati finisce Municipia. La società di riscossione esterna a Palazzo dei Bruzi lavora con l’ente comunale da due anni, ma i risultati attesi e previsti non soddisfano la maggioranza; figurarsi l’opposizione. Dopo il consiglio dello scorso luglio (qui i dettagli) tra i gruppi consiliari c’è tutta l’intenzione di controllare l’operato dell’azienda che ha sostituito Equitalia, ma in attesa che da bruco diventi farfalla «la fase di start-up di Municipia è superata, adesso inizierà a lavorare a pieno regime» aveva spiegato il primo cittadino Mario Occhiuto. Allo stato attuale, il vero problema è che i dipendenti in forze all’assessorato ai tributi sono passati da 55 a 14 e recuperare le tasse non pagate potrebbe essere un problema anche per quest’anno.
«A questo aggiungete che tra un anno ci sarà il pensionamento del responsabile del settore idrico», ha spiegato l’assessore Lino Di Nardo durante l’ultima riunione della commissione bilancio. «I nostri dipendenti stanno facendo un lavoro incredibile. Ricevono i cittadini, evadono le pratiche e fanno anche quello che dovrebbe fare Municipia –ha aggiunto l’assessore in quota Fdi –. Siamo carenti ed in qualche modo dovremmo migliorare anche perché ci sono 15 milioni di euro da recuperare in base agli accertamenti fatti dal 2014 ad oggi».
SEPARATI IN CASA L’Imu o vecchia Ici, la tassa sui rifiuti e sul servizio idrico e quella sull’occupazione del suolo. Quattro fronti tributari e altrettanti intrecci con banche dati che allo stato attuale mancano permettendo vita facile agli evasori. «Non è una cosa semplice far discutere la banca dati dell’ufficio anagrafe con “Tribox” di Municipia – ha detto Di Nardo ai consiglieri –. Non è scontato neanche che le famose “cartelle pazze” non ritornino considerato che l’allineamento dei pagamenti è saltato. Però in tutto questo riconosciamo le inadempienze della società esterna tanto è vero che non abbiamo liquidato ancora nei loro confronti nessuna fattura».
E se la rescissione contrattuale è un’ipotesi da scartare visto che tutto finirebbe in carta bollata è invece curioso come Palazzo dei Bruzi abbia preso i contatti con la società. «È stata l’unica a presentarsi alla nostra selezione e non possiamo permetterci il lusso di perderla visto che le società che offrono questi servizi dalla Calabria scappano a gambe levate» è stato detto in commissione bilancio. «Come possiamo credere che una società che guadagna di più sui contributi versati volontariamente che su quelli riscossi, possa migliorare il proprio servizio?». Sfogliando il capitolato d’appalto, Bianca Rende consigliere in quota Pd, chiede conto all’amministrazione sul perché: «Manca la postazione dei call center, manca il front office, mancano gli incroci con le banche dati per censire gli evasori totali. Manca tutto – ha dichiarato – di quello che doveva essere previsto, con la conseguenza che le notifiche per gli accertamenti non si trasformano in riscossioni ma in costi di notifica per gli abianti».
IL FRONTE TRIBUTI La variazione di bilancio approvata prima delle ferie estive aveva spinto la maggioranza a chiedere al primo cittadino un maggior coinvolgimento sulle scelte contabili. Mario Occhiuto, dopo le dimissioni di Luciano Vigna, ha trattenuto a se la delega al bilancio ma in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte dei Conti, i consiglieri avevano chiesto l’istituzione di una commissione speciale sui debiti fuori bilancio oltre che di attività di rendicontazione sulle attività e passività dell’ente. «La commissione si impegnerà nei prossimi mesi a convocare ulteriormente l’assessore ed il dirigente del settore – ha spiegato Giuseppe D’Ippolito – e mi sembra logico che forniremo delle linee di indirizzo politiche che ci auguriamo vengano accolte. Penso alla possibilità di ridurre la portata idrica nei condomini che risulteranno essere morosi, oppure, ad una mappatura e controllo del territorio per individuare cittadini ed esercizi commerciali non in regola con il pagamento delle tasse comunali». (m.presta@corrierecal.it)







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