L’EDITORIALE | Pd, cronaca di una sorte annunciata

di Paola Militano

Divide et impera. È la strategia di Mario Oliverio che, fissando le primarie per il 20 ottobre, aggiunge solo un altro capitolo alla storia di un partito inesistente sul piano politico, da anni privo di una bussola.
E nonostante le precisazioni di carattere burocratico che si spingono fin dove la creatività della lingua consente (“omissioni attuative”) non c’è dubbio che l’ultima mossa, in ordine di tempo, del Governatore ha tutto il sapore dell’inizio della resa dei conti.
E chi non ha inteso sentire finora lo sferragliamento delle armi usate da Oliverio, ora non potrà non ascoltare i gemiti di quei moribondi dem calabresi, ancora una volta messi all’angolo da Mario Oliverio che, se non fosse ancora del tutto chiaro, non farà mai quell’ “onorevole” passo indietro invocato anche dal Nazareno.
C’è di più. Nella Babele di via delle Nazioni a Lamezia Terme – dove si consuma il deleterio gioco tra le partigianerie faziose, dove si neutralizza invece chi tenta di gettare acqua sul fuoco, di costruire strade e non muri – arriva forte e chiaro un altro segnale inequivocabile: nessuno dei dem calabresi è tra i sottosegretari e vice ministri, nominati a Palazzo Chigi.
Ma è solo la cronaca di una sorte annunciata. Il Commissario regionale del Pd, Stefano Graziano, (ri)arriva in Calabria dopo essere stato vittima, nelle ultime settimane, della più classica legge di Hutchison «Se un problema necessita di assoluta concentrazione, simultaneamente interverrà una distrazione assolutamente irresistibile».
Già come quell’irresistibile voglia dei dem calabresi di salire sulla giostra della vanità armati l’uno contro l’altro e rimanere così fino a quando qualcun altro deciderà di farli scendere. (direttore@corrierecal.it)







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