Voto di scambio ad Amantea, il testimone ritratta l’accusa a La Rupa

L’ex vicesindaco di Serra d’Aiello Fabio Innocenti smentisce le minacce accusatorie ricevute dall’ex sindaco di Amantea. E scagiona anche l’ex assessore Socievole

PAOLA Clamoroso colpo di scena nel processo contro l’ex sindaco di Amantea Franco La Rupa ed il consigliere comunale Marcello Socievole. Durante l’udienza che si svolge a Paola, il principale testimone dell’accusa, l’ex vicesindaco di Serra d’Aiello Fabio Innocenti, ha ritrattato quanto dichiarato agli inquirenti che indagavano su un presunto caso di voto di scambio e tentata estorsione che coinvolgeva l’ex primo cittadino amanteano nonché ex consigliere regionale, assieme al consigliere comunale.
Ad inguaiare i due esponenti politici una registrazione dell’allora vicesindaco di Serra D’Aiello Fabio Innocenti, il quale nel periodo di campagna elettorale venne avvicinato per ottenere consensi elettorali dalla famiglia della sua compagna Vanessa. «Mi sono sentito minacciato perché conosco bene Franco La Rupa e so cosa è capace di fare», così rispondeva agli inquirenti di allora Innocenti sul perché avesse registrato la conversazione. Sul nastro finirono le presunte minacce di La Rupa alla compagna dell’ex vicesindaco di Serra d’Aiello. I toni della conversazione erano quelli di un “invito” a spingere la sua fidanzata e i suoi parenti a votare in favore del consigliere comunale Marcello Socievole. Dietro la “minaccia”, tra l’altro, di non rinnovare il contratto di lavoro in scadenza della sua compagna, maestra in un asilo comunale.
A distanza di due anni, le cose sono cambiate. Davanti al collegio dei giudicanti, presieduto da Alfredo Cosenza, Fabio Innocenti ha cambiato la sua versione dei fatti, rispondendo in modo controverso alle domande formulate dal pubblico ministero Rossana Esposito. «Franco La Rupa è una persona meravigliosa. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto. I Carabinieri hanno capito male, hanno scritto un’altra cosa». Il testimone ha, così, smentito i contenuti delle precedenti dichiarazioni e lo stesso ha fatto la compagna, ribadendo di «non essere mai stata minacciata o intimorita da La Rupa». I due testimoni, pertanto, a seguito delle diverse contestazioni del pm hanno dovuto giustificare i motivi dell’avvenuta registrazione. «Ho deciso di registrare – dichiara Innocenti – proprio perché si trattava di Franco La Rupa, di un politico, ex assessore ed ex sindaco. Ad oggi – aggiunge – ancora non trovò una motivazione particolare. Quasi uno scherzo che non riesco a spiegare».





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