Corigliano Rossano, via alla “rivoluzione” comunale

Da domani partirà la riorganizzazione della macchina amministrativa post fusione che potrebbe costare “lacrime e sangue”. Traslochi in vista di alcuni settori fra una parte e l’altra della città: ecco quali

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Non sarà tutto rose e fiori ed in alcuni casi costerà “lacrime e sangue”. La riorganizzazione-rotazione dei dipendenti del comune di Corigliano Rossano, secondo la normativa anticorruzione dettata dall’Anac, ma soprattutto voluta dal sindaco per ottimizzare le risorse comunali e unificare gli uffici dopo la fusione, è alle porte. Nel senso che ci vorrà domani per comprendere quale sarà il primo di una serie di step rispetto agli “spostamenti” ed iniziare a capire chi andrà a fare cosa, fra i meandri di settori, servizi e uffici comunali.
Dal Palazzo di Città, ufficialmente non trapela nulla. Solo qualche spiffero, peraltro non suffragato da nomi e numeri. Gli amministratori rimangono abbottonatissimi, probabilmente anche per “proteggere” dati e privacy della “rivoluzione” dal plausibile “putiferio” che scaturirà da domani in poi, se è vero com’è vero che i dipendenti comunali, a tutti i livelli, accetteranno malvolentieri trasferimenti da una sede municipale all’altra – fra Corigliano e Rossano – e da un ufficio all’altro, luoghi nei quali troppo spesso si sono incrostati gli ingranaggi della macchina comunale.
In queste ore, intanto, il segretario comunale, Paolo Lo Moro, con “delega” ad interim al personale, sta incontrando dipendenti e funzionari per fare il punto della situazione e, probabilmente, interpretarne gli umori. Che in molti indicano ai minimi termini perché in ampi strati del comune di Corigliano Rossano sembra serpeggiare un diffuso malcontento, iniziato prima della fusione, processo sociale nemmeno così tanto amato da chi – preoccupato – è abituato da una vita ad occupare quella determinata “postazione”.
Ad ogni modo, i primi lavori di “ristrutturazione del Palazzo”, non toccheranno certamente i dirigenti, l’apice piramidale dell’organizzazione. Al momento sono soltanto due i dirigenti effettivi, quindi con contratto full-time a tempo indeterminato, peraltro “sopravvissuti” ed ereditati dall’ex comune di Rossano, perché la struttura di Corigliano non contemplava i massimi livelli amministrativi. Altri due dirigenti pro tempore – i cosiddetti 110 – nominati dal commissario prefettizio, sono giunti al termine del mandato con lo spirare del commissariamento post fusione, poi prorogato da Bagnato a qualche ora dalla sua dipartita, e comunque in scadenza il prossimo 31 dicembre. L’amministrazione nominerà altri due “110” ma attraverso una selezione che si terrà nelle prossime settimane.
Sempre a proposito di dirigenti, uno era già stato individuato attraverso la mobilità da altro ente (un comune della cintura metropolitana di Roma e rossanese doc) ed avrebbe diretto il settore economico-finanziario, ma pare abbia dato forfait all’ultimo istante, ripensandoci.
SETTORI La rivoluzione riguarderà anche i settori e gli uffici che saranno unificati, evitando doppioni e quindi disservizi, come ha sempre predicato Stasi e ci saranno dei traslochi – fra mille polemiche – da una parte all’altra della città. Da quel che si dice, gli uffici tecnici (lavori pubblici, urbanistica) e l’Avvocatura sono destinati a Rossano, quelli finanziari, i servizi sociali, la pubblica istruzione a Corigliano. Rimarrebbero a “metà” gli uffici tributi – viste le aliquote ancora differenti fra i due ex comuni – e la manutenzione.
Insomma, non resta che attendere le prime mosse della “rivoluzione copernicana” in municipio, anche se i ben informati riferiscono di «tanta indecisione» – da parte del governo cittadino – sul da farsi. (l.latella@corrierecal.it)







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