Minacce al sindaco di Lattarico. «Siamo in trincea»

Il riferimento all’asilo nido nella lettera minatoria. Blandi: «Lo scorso anno ci sono stati ritardi nell’erogazione dei fondi, la cooperativa vincitrice delle nuova gara forse sarà esclusa»

di Fabio Benincasa
LATTARICO «Noi sindaci siamo in trincea, ci aspettiamo di tutto ma è difficile raccontare cosa si prova nel ricevere una lettera minatoria». Antonella Blandi, primo cittadino di Lattarico, commenta – al Corriere della Calabria – l’inquietante missiva ricevuta alla vigilia di Natale: «Se vuoi che i tuoi figli tornano a casa all’asilo nido fai lavorare chi non ha da mangiare la campagna elettorale è finita».
L’ASILO NIDO «Conosco i miei cittadini – continua il sindaco – mi spaventa pensare che qualcuno abbia potuto pensare e compiere un simile gesto».Nella lettera, chi scrive, fa riferimento all’asilo nido aperto lo scorso anno grazie ai fondi Pac. La struttura, offre il servizio mensa, affidato come da prassi ad una cooperativa vincitrice di un bando. «Ci sono stati ritardi nell’erogazione dei fondi destinati alla cooperativa – sottolinea Blandi – ed abbiamo registrato ritardi anche nello svolgimento della gara indetta quest’anno e gestita dall’ufficio di piano del distretto socio assistenziale numero 3. A causa di anomalie riscontrate dal sistema, la cooperativa vincitrice del bando di gara 2019 – con ogni probabilità – sarà esclusa a favore della seconda classificata». Dopo tutte le necessarie verifiche e la conseguente assegnazione, il vincitore procederà con l’assunzione di personale qualificato. «Il sindaco non ha nessun potere decisionale – precisa la Blandi – si tratta di una gara pubblica, presente sulla piattaforma “Mepa”. Qualcuno forse ritiene possibile impiegare lavoratori non in possesso delle necessarie competenze. Noi però rispettiamo le regole».
INDAGINI IN CORSO «Ricevuta la lettera, ho immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri. Non ho idea di chi possa essere il responsabile. Il comandante della caserma di Lattarico sicuramente arriverà al colpevole. Spero riceva un’ammonizione, quel che ha fatto è grave: ha turbato una comunità tranquilla».







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