L’economia calabrese retta (anche) dalle donne

Circa un quarto delle imprese in regione sono rosa. Garantiscono oltre settantasettemila posti di lavoro. E nei settori del welfare e dell’istruzione il tasso sale ad oltre il 78%

CATANZARO C’è un mondo che traina l’economia e che garantisce occupazione e sviluppo anche in Calabria. Una realtà tutta al femminile che segna numeri decisamente rilevanti. Sfiora infatti un quarto del totale della aziende che operano in Calabria il numero di imprese a trazione femminile (per l’esattezza il 23,61%). Un dato che in termini assoluti significa 44.234 imprese su 187.330 e che indica come la Calabria – in percentuali – sia tra le regioni in cui questa caratteristica è prevalente e comunque oltre la media nazionale del tasso di femminilizzazione che si ferma al 21,97%. La fotografia emerge dall’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, presentata alla Camera di Commercio di Mantova nel corso di un incontro dedicato allo smart working organizzato dalla Camera di commercio di Mantova.
Quello studio ci dice anche che quelle aziende condotte da donne garantiscono in Calabria tanta occupazione: esattamente 77.166 posti di lavoro.

WELFARE E SERVIZI Numeri dunque di tutto rispetto che indicano come l’imprenditorialità femminile sia da tempo un pilastro dell’intera rete aziendale calabrese. Ma anche quanto sia fondamentale per rafforzare il sistema dell’istruzione e del welfare presente nella regione.
Aspetti appunto prevalenti dei settori in cui sono presenti aziende a conduzione di donne. Scorrendo i numeri del rapporto di Unioncamere e InfoCamere emerge infatti ad esempio che nei settori dei servizi di asili nido, assistenza diurna per minori disabili, servizi di baby-sitting il tasso di femminilizzazione delle imprese sale in modo esponenziale. In questi comparti la percentuale infatti in Calabria al 78,05%.
Un dato che è in linea con quanto succede in Italia visto che nella scelta di aprire una attività autonoma, sono molte le donne che preferiscono orientarsi verso i settori che offrono servizi alle famiglie, come quelli che si occupano di istruzione, o che operano nella sanità e nell’assistenza sociale. In questi ambiti, infatti, più di una impresa su tre è gestita da donne, con tassi di femminilizzazione, quindi, ben superiori a quello medio.
Numeri che raccontano quindi quanto incida l’universo femminile per la tenuta economica della nostra regione ma anche l’apporto determinante per garantire servizi essenziali in settori importanti per agevolare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Anche se in numeri assoluti per quanto attiene questi settori la Calabria resta ancora indietro, appena 64 imprese – su un totale di 82 – si dedicano ai comparti dell’istruzione privata, dell’assistenza sociale e nella sanità. Settori sui quali occorrerebbe maggiormente puntare per garantire una migliore qualità della vita alle famiglie calabresi.

POMPEI: «WELFARE E ASSISTENZA SOCIALE ANCHE NEL MONDO DEL LAVORO FEMMINILE» «La predilezione femminile per questi settori è confermata anche nel lavoro dipendente». Così Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere ha commentato il rapporto. «Secondo le ultime previsioni Excelsior di Unioncamere e Anpal, relative alla domanda di lavoro delle imprese nel mese di gennaio – ha detto ancora – le donne continuano a essere maggiormente richieste soprattutto nei servizi alle persone (30% richieste di personale femminile). A seguire le imprese ricercano dipendenti donne soprattutto nei servizi di alloggio, ristorazione e turistici (28% richieste di personale femminile) e nel commercio (26%)». (rds)







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