Regione, le nomine di sottogoverno “stress test” per la maggioranza

Da definire le ultime caselle, con Forza Italia che si appresta a fare sempre la “parte del leone” rischiando però di alimentare la tensione latente con Lega e Fratelli d’Italia e di alterare gli equilibri di coalizione

CATANZARO Non ne sono rimaste molte, ma sono comunque importanti e comunque sufficienti per creare un po’ di fibrillazioni (ulteriori) nella maggioranza di centrodestra. Le recenti nomine da parte della presidente Jole Santelli negli enti e nelle strutture di sotto e para-governo della Regione non avrebbero smussato le spigolosità tra Forza Italia da una parte e la Lega e Fratelli d’Italia dall’altra, anzi – riferiscono fonti della Cittadella – le avrebbero ulteriormente acuite. A conferma di un dato che sembra caratterizzare questa prima fase della legislatura regionale a guida centrodestra: il “decisionismo” della Santelli, che starebbe procedendo in quasi assoluta autonomia nelle scelte, senza alcuna condivisione e, spesso, senza alcuna informazione con gli alleati, che da tempo – sempre secondo fonti del centrodestra – stanno sollecitando un tavolo di confronto – in primo luogo di carattere programmatico, va detto – alla presidente, senza avere però grande riscontro. Non è un buon segno – dicono più o meno velatamente da Lega e Fratelli d’Italia – se non ci si è visti neppure per le Amministrative, che saranno un primo “tagliando” per la maggioranza regionale: così come non starebbe andando giù a salviniani e meloniani l’assenza di un confronto politico sulle cose da fare per il post-Covid e non solo.  In questo contesto, poi, non giocare nemmeno la partita delle nomine non aiuta la tranquillità generale, e rischia di alterare ancora di più equilibri già precari. In cambio di questo “silenzio”, la Santelli e gli azzurri continuano a fare la “parte del leone”, e altrettanto si appresterebbero a fare con le ultime “caselle” da riempire prima di poter chiudere definitivamente gli assetti della Regione e della sua sterminata manata “galassia” di aziende, agenzie, enti para e sub, fondazioni, società miste e partecipate. Da qui a fine anno, a esempio, ci sarebbero da nominare i vertici di soggetti importanti come l’azienda “Calabria Lavoro”, l’azienda “Calabria Verde”, Fincalabra e Sorical, tutte strategiche (Sorical compresa, benché in liquidazione): ma “radio trattative” sostiene che Forza Italia avrebbe già messo nel mirino Fincalabra e “Calabria Verde”, lasciando le altre agli alleati, con la Lega che prenderebbe la Sorical e Fratelli d’Italia che prenderebbe “Calabria Lavoro”. Un ragionamento vero e proprio e comunque conclusivo non ci sarebbe ancora stato, ma i “bene informati” sostengono che lo schema delle “quote” di cencelliana memoria dovrebbe alla fine essere questo. E non sarebbe particolarmente gradito a salviniani e meloniani, insoddisfatti non tanto per come si dovrebbero definire questi ultimi “scampoli” di sottogoverno quanto per come si è determinato il “pregresso”, dalle prime nomine in Giunta e via nominando. “Briciole”, queste in buona sostanza sarebbero rimaste nelle mani di Fratelli d’Italia (“scottata” poi dall’addio di Raffaele Sainato, che si accasato con Forza Italia portando in dote agli azzurri un’altra – delle tante – presidenze di Commissione), e della Lega (che avrebbe richiesto l’Arsac, ma poi si è visto com’è andata…). Insomma, parecchio “fuoco” cova sotto la cenere. Al momento la consegna del centrodestra è vincere le Amministrative, anche se il “campo” di Reggio Calabria resta minato dalle “tossine” sprigionate dal riottoso Francesco Cannizzaro, poi andando vedendo, con la prospettiva di un autunno “caldo” più “caldo” del previsto. (a. cant.)





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