“Adotta il Greko”, l’iniziativa per salvare la lingua e l’identità della Calabria – VIDEO

Il progetto nel cuore dell’Aspromonte da un gruppo di giovani guidati dalla linguista Maria Olimpia Squillaci

Ridare lustro e far rivivere un pezzo fondamentale della storia e della cultura della Calabria, un tassello importante in un puzzle complesso che ritrae l’identità di un’intera regione. Un’utopia, forse, o meglio ancora un sogno possibile e realizzabile con l’impegno e lo sforzo di tutti.
E per farlo è necessario tornare indietro con la memoria, un passo che ci porta fino all’ VIII secolo a.C., quando nella nostra regione il “Greko” o il “Greco di Calabria” era la lingua più diffusa e parlata.
Quello che è rimasto nei giorni nostri e dopo circa tremila anni di storia, sono solo tracce di una cultura quasi dimenticata, di un vocabolario ancora ricco ma parlato solo da pochissime persone, quelle che custodiscono – quasi a loro insaputa – un patrimonio culturale di inestimabile valore.

Siamo in un pezzo di Calabria che riunisce un gruppo ristretto di comuni situati nella punta meridionale dell’Aspromonte. Qui un gruppo di giovani volenterosi e coraggiosi (To ddomadi greko), guidati dalla linguista Maria Olimpia Squillaci, ha dato forma e sostanza ad un progetto ambizioso e che mira a far riscoprire e riemergere la lingua greca in Calabria.
E per farlo hanno scelto la via più moderna, ovvero una raccolta fondi online (crowdfunding) per la realizzazione di due progetti: il primo prevede la creazione di laboratori linguistici gratuiti di greco, il secondo la casa della “Filoxenìa”, l’amore per il forestiero, così come lo intendevano gli antichi greci. Dunque la massima espressione dell’accoglienza.
Un’idea quasi romantica e anacronistica ma che affonda le radici nell’amore della cultura, nei valori della scoperta e della curiosità e che ripercorre un filo sottile che lega questi giovani alle proprie famiglie, ai propri anni che, con stupore e meraviglia, guardano a questi giovani con occhi nuovi e con un filo di commozione.
Il sito di riferimento è buonacausa.org/cause/se-mi-parli-vivo. Qui, infatti, è possibile aderire alla raccolta fondi e scegliere l’importa da donare.





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