Spadafora regala alla Calabria la sua collezione di gioielli storici

La collezione dello storico orafo di San Giovanni in Fiore non ha eguali in Italia. Una parte dei 468 pezzi sarà in un museo in Sila, il resto farà parte di una mostra itinerante

Giovambattista Spadafora, maestro orafo molto popolare in Calabria, proviene da una famiglia di orafi della nostra terra.
È conosciuto per le sue qualità artistiche, umane e da oggi anche per un gran bel gesto: ha deciso di donare alla Calabria la sua collezione di 468 gioielli storici.
Gli Spadafora sono orafi calabresi dal settecento. Il loro paese di origine è San Giovanni in Fiore, la “capitale della Sila”, un paesone fondato da un maestro della civiltà europea, l’Abate Gioacchino da Fiore, celebrato da Dante nel suo Paradiso. Giovambattista Spadafora dopo aver preso in mano l’antica bottega di famiglia, negli anni ‘40-‘50 del novecento, ha avviato un percorso di ricerca storica degli ori della Calabria, e ha raccolto centinaia di pezzi preziosi, di carattere popolare, risalenti agli inizi del ‘700 e fino alla metà ‘900.
Una collezione che non ha eguali in Italia, e che racconta la vita della gente di Calabria ma anche della gente del Regno di Napoli. Oggetti preziosi, di particolare e antica bellezza, che hanno accompagnato la vita delle persone dal momento della nascita con il battesimo, poi nella celebrazione dei sacramenti della cresima e del matrimonio, e addirittura fino alla morte, quando i gioielli vestivano di nero in segno di lutto.
Il ministero dei Beni Culturali, sotto la guida di Dario Franceschini, dopo tantissimi mesi di lavoro a cura della Dottoressa Rosa Romano della Soprintendenza di Napoli, dopo il lavoro svolto dalla Soprintendenza di Cosenza con l’architetto Pasquale Lopetrone, ha riconosciuto l’autenticità di 468 gioielli, vincolandoli per il loro particolare interesse storico e culturale. Faranno parte di un museo stabile a San Giovanni in Fiore, mentre una parte della collezione farà parte di una sorta di museo itinerante che attraverserà i palazzi e i luoghi storici dell’Italia e dell’Europa.
La collezione è ora esposta al Castello di Pizzo, dove rimarrà disponibile al pubblico per tutta l’estate.
Proprio ieri al Castello di Gioacchino Murat, sono stati ricordati i momenti più belli della storia umana e artistica di Giovambattista Spadafora, con una lunga e appassionata relazione di Franco Laratta, già parlamentare nazionale, raccontando il rapporto di Spadafora con la gente più semplice, fino ad arrivare alle corti europee e al Vaticano. La dottoressa Enrichetta Salerno, in rappresentanza della Soprintendenza dei Beni Culturali di Cosenza, ha raccontato la storia di questi di questi gioielli e della loro importanza storica e culturale, entrati a far parte di una collezione di particolarissimo interesse, tanto da essere vincolata da parte del ministero dei Beni Culturali.
Giancarlo Spadafora figlio ed erede, insieme al fratello maggiore Peppino, della storica famiglia di orafi, ha raccontato la storia di questa famiglia, che ha attraversato i momenti più difficili della Calabria dei secoli scorsi, fino alle conquiste e ai successi dei giorni nostri.
Oggi meno corone e gioielli tradizionali, grazie alla realizzazione di oggetti artistici legati alle figure di Gioacchino da Fiore, un modo per far conoscere il grande Abate calabrese, un modo per avvicinare la società di oggi ad una storia molto bella fatta di arte, di cultura, di tradizione in una chiave elegante di modernità.
Presenti gli amministratori del Comune di Pizzo, tanti curiosi e turisti, la mostra presso il Castello ha preso il via e durerà per tutta la stagione estiva, per poi attraversare altre realtà storiche italiane.
Presto vedrà la luce un corposo ed elegantissimo catalogo con le foto e la storia dei 468 gioielli della storica collezione Spadafora. Per le edizioni di Rubbettino, grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cosenza, Bper banca, Centro internazionale di studi Gioachimiti, Pasquale Lopetrone racconta pagine di storia del Sud molto belle e suggestive, ma che in pochi conoscono.





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