Biomedicina, il “da Vinci” di Reggio capofila nazionale

Parte la seconda annualità del percorso sperimentale ideato in riva allo Stretto. La dirigente Princi nella cabina di regia Miur-Fnomceo

Saranno quasi settanta i licei tra classici e scientifici distribuiti in altrettante province rappresentative di tutte le regioni italiane che dal corrente anno scolastico saranno coinvolti nel percorso nazionale di biomedicina coordinato dal liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria. Il 19 settembre, presso la Sala Conferenze del Miur, in presenza di tutti i dirigenti scolastici e dei presidenti degli Ordini d’Italia coinvolti, sarà presentata la seconda annualità del percorso a cura dei massimi rappresentanti del Miur e della Federazione Nazionale dei Medici. Insieme al dirigente scolastico Giuseppina Princi ed al presidente dell’Ordine dei medici Pasquale Veneziano, interverranno Francesca Torretta (docente referente del progetto), Domenico Tromba (referente per la componente medica), Stefano Infantino (gestore della piattaforma su cui viene caricato il percorso didattico).
Il percorso didattico unico in Italia nella struttura e nei contenuti è stato sperimentato nel 2011 nel liceo da Vinci grazie ad un’idea del dirigente scolastico Princi, condivisa con il presidente Veneziano; ne è scaturito un Protocollo d’intesa con l’Ordine provinciale reggino che ha visto l’introduzione di una nuova disciplina nel piano di studi dello studente, “biologia con curvatura biomedica”, con la docenza affidata ai docenti di biologia del liceo e agli esperti medici designati dall’Ordine.
A conclusione di due cicli scolastici (6 anni) di sperimentazione al liceo, si è evinto che il 98% degli studenti inseriti nel percorso ha superato i test di accesso alle facoltà medico-sanitarie a numero chiuso senza alcuna preparazione ulteriore. È stata proprio la positività di questi dati a mettere d’accordo la Federazione nazionale dell’Ordine dei medici ed il Ministero in un protocollo che ha attivato, su scala nazionale, il modello sperimentale del da Vinci per il triennio 2018/21.
Il percorso nazionale prevede per le terze classi degli istituti selezionati tramite bando pubblico del Miur 150 ore di lezioni di biomedicina nel triennio, 50 per ogni annualità scolastica di cui: venti ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, venti ore di lezioni magistrali tenute da medici individuati dagli Ordini, dieci ore di esperienza laboratoriale presso ambulatori e ospedali. L’accertamento delle competenze acquisite dagli studenti avviene in itinere, tramite la simulazione di “casi”, e, ogni bimestre, attraverso la somministrazione di 45 test a risposta multipla. Il Ministero ha individuato il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria scuola capofila nonché coordinatrice del progetto tramite la piattaforma web www.miurbiomedicalproject.net, attraverso cui viene condiviso con i licei aderenti alla rete, il modello organizzativo e i contenuti didattici del percorso. Tra i licei calabresi selezionati per aderire al percorso nazionale coordinato dal da Vinci si segnalano il liceo scientifico “Fermi” e il liceo classico “Telesio” di Cosenza, il liceo scientifico “Siciliani” di Catanzaro e l’Istituto “Bonelli” Crotone
Una cabina di regia nazionale (in foto, Massimo Esposito e Giuseppina Princi per il Miur, Roberto Monaco, Massimo Stella e Pasquale Veneziano per la Federazione nazionale dell’Ordine dei medici), esercita la funzione di indirizzo e di coordinamento e valuterà sulla base dell’efficacia dei risultati scientifici ottenuti dal percorso, la possibilità di regolamentare l’indirizzo in tutti i licei classici e scientifici del Paese, lo stesso gruppo, prossimamente, sarà ricevuto dal ministro dell’Istruzione e della salute a cui sottoporrà il progetto di riconoscimento del percorso quale credito di accesso alle facoltà a numero chiuso. La Federazione nazionale dei medici ha, intanto, riconosciuto l’attribuzione di Cfu a tutti i medici coinvolti nella docenza.
Positivi i risultati della prima annualità nazionale di corso che ha coinvolto più di tremila studenti, oltre trecento figure professionali tra dirigenti, docenti e medici. Il monitoraggio degli esiti dei test valutativi somministrati agli studenti ha rivelato una crescente positività dei risultati, registrata soprattutto a partire dal secondo test di verifica. Dai risultati mediamente sufficienti del primo test si è rilevato un significativo incremento nelle valutazioni riportate nei test successivi, i cui esiti sono stati in media buoni, ottimi e in diversi casi eccellenti. Positivo anche il monitoraggio delle attività laboratoriali esterne svolte presso strutture sanitarie dell’intero territorio nazionale, in gran parte effettuate presso reparti ospedalieri di Dermatologia, Ortopedia, Ematologia, Cardiologia e presso i Centri trasfusionali di diverse città.
Tra le attività svolte anche incontri seminariali presso le sedi dei vari Ordini provinciali dei medici durante i quali gli studenti hanno potuto comprendere il ruolo dell’Ordine e delle istituzioni sanitarie, il codice di deontologia medica e i molteplici ambiti della professione medica.
«Il percorso di biomedicina, ormai trasferito dal Miur su scala nazionale, è un percorso complesso nella sua strutturazione che richiede l’impiego di alte professionalità e qualità nel lavoro d’équipe – ha affermato Giuseppina Princi, coordinatrice della sperimentazione e componente della cabina di regia Miur-Fnomceo -. Il successo del percorso ha richiesto impegno, attenzione, determinazione e lucidità nella sua costruzione, senza lasciare nulla al caso e all’improvvisazione. Copre un vuoto normativo nella Scuola pubblica perché costituisce un collegamento diretto con l’Università, con grande soddisfazione di studenti e famiglie, senza dover ricorrere ai costosi corsi delle scuole di formazione e di preparazione ai test di selezione per l’accesso alle facoltà di medicina dislocate sul territorio nazionale. Il suo successo, in termini formativi e organizzativi è motivo d’orgoglio non solo per il nostro liceo e per l’Ordine provinciale dei medici ma per tutta la Calabria da cui è partito un modello didattico che fa scuola al resto del Paese».





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