Sarà girato anche a Catanzaro il sequel di “Milano Calibro 9”

Le riprese partiranno il prossimo 24 giugno. La troupe sarà impegnata nel capoluogo per le prime due settimane, poi a Milano e Anversa

di Maria Rita Galati
CATANZARO
 Tra qualche settimana vi potrebbe capitare di incrociare Marco Bocci o Barbara Bouchet per i vicoli che si diramano dalle parti della Torre, al San Giovanni, oppure a prendere il caffè in un bar. Non rimanete stupiti da sequenze d’azione che si materializzano nelle piazze, uscendo dallo schermo del salotto. Sarà finzione, ma solo fino ad un certo punto. Perché Catanzaro diventerà davvero un grande set cinematografico, grazie alla determinazione e alla lungimiranza di Gianvito Casadonte, sovrintendente della Fondazione Politeama e direttore artistico del Magna Graecia Film Festival, e del sindaco Sergio Abramo che da anni continua a ripetere che «di cultura si può vivere, proprio in Calabria». Si intitola “Calibro 9” e verrà girato nel capoluogo di regione – in tutta la sua estensione dai quartieri ai piedi della Sila alla marina –  nell’ultima settimana giugno e nella prima settimana di luglio. La produzione è di Minerva Pictures, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC (e il sostegno di paesi importanti come Germania, Russia e Belgio) vede nel cast Marco Bocci, Ksenia Rappoport, Barbara Bouchet, Mario Adorf, e arriva in città grazie anche alla grande amicizia tra Casadonte e il produttore Gianluca Curti, un “produttore intellettuale” con la Calabria nel cuore. Si tratta di una sorta di sequel del film prodotto dalla Minerva Picture negli anni ’70 che “Milano Calibro 9”, il protagonista è un ricco avvocato viziato, figlio del protagonista del film precedente, che si annoia un po’ nella sua Milano da bere e pensa bene di passare il tempo organizzando un colpo del secolo del web, spostando somme per cento milioni di euro. Ma ha sbagliato obiettivo: le ‘vittime’ del colpo lo cercano, e lì scatta action movie con tre colpi di scena un finale aperto per sequel (o magari una serie). La regia è di Toni D’Angelo.
I particolari sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sala concerti di Palazzo de Nobili, alla presenza del produttore Curti, del sindaco Abramo, del sovrintendente Casadonte e del presidente del consiglio comunale Marco Polimeni.
Una grande opportunità non solo per innescare un meccanismo virtuoso fatto di tanta economia per la città che lo ospita (dovrebbero arrivare almeno 60 persone della produzione che lavoreranno per due settimane) ma soprattutto per promuovere la “bella Calabria” lontano dai confini nazionali e soprattutto dagli stereotipi della criminalità e della corruzione, dei disservizi e del degrado. Perché Catanzaro e la Calabria sono molto altro, prima di tutto accoglienza e bellezza dei luoghi incontaminati, di un popolo operoso e competente che sa fare, e fare bene.
«Avremo la possibilità di promuovere l’immagine di Catanzaro fuori dalla regione – ha esordito Casadonte – Pensiamo che una serie televisiva come “Montalbano” ha portato all’incremento del turismo in Sicilia del 38 per cento. Nasce una nuova economia. Abbiamo perso un po’ troppo tempo ma adesso dobbiamo iniziare a percorrere questa strada. In quelle due settimane ci sarà forse qualche disagio, ma ci saranno anche tanti benefici». Del resto, dopo il film perché non pensare alla produzione di una serie televisiva? Il sogno di Casadonte è proprio questo.
Un ringraziamento particolare, da un Abramo molto orgoglioso, va proprio a Casadonte che «ci ha permesso di realizzare quello che era il mio sogno: fare di Catanzaro la culla delle attività culturali nella regione. Siamo partiti dal Magna Graecia Film festival, il teatro Politeama è l’unico teatro con una stagione importante, e ora la possibilità di girare un film a Catanzaro è motivo di grande orgoglio». Una bella esperienza da vivere. Ma non mancano le stilettate alla Regione Calabria: il sindaco vuole far capire che «ci sono grandi opportunità da trarre in questo settore, che negli anni sono mancate». Abramo ha già avuto modo di contestare l’immobilismo della Film Commission «non ha mai utilizzato i finanziamenti che vengono dall’Europa. Invece quando si gira un film c’è una grande ricaduta economica, quindi se la Calabria facesse come la Puglia, ci sarebbe un ritorno di immagine economico e finanziario, cosa che non abbiamo mai sfruttato perché ancora abbiamo il vizio di non mettere le persone capaci e competenti nei ruoli chiave, ma di delegare politicamente che a chi accetta gli ordini impartiti dall’alto. Io non la penso così, la scelta degli uomini è la cosa più importante, e oggi raccogliamo i risultati». Il rammarico del sindaco resta sempre la disaffezione dei calabresi per la regione che viene apprezzata più da chi vive all’estero.
Davanti a realtà come quelle presentate nella conferenza stampa di stamattina, la frase fatta «con la cultura non si mangia» viene decisamente smentita nei fatti e ridimensionata a scusa bella e buona, rileva il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Marco Polimeni. «Girare un film a Catanzaro significa veicolare un messaggio turistico, indotto economico e il racconto di una città che non viene a rappresentarsi sempre a livello nazionale per modelli critici o difficoltà, spesso legate alla criminalità – dice ancora Polimeni – ma una città fatta di gente operosa, luoghi meravigliosi e persone che decidono di amministrare la cosa pubblica in modo potenzialmente virtuoso, scegliendo attraverso il merito. E’ stato bellissimo accompagnare la squadra della scenografia per un primo sopralluogo e vederli meravigliati per la bellezza di alcuni angoli della città, che per noi sono normalità. Mentre raccontarli su un set può diventare un messaggio potentissimo di positività per la valorizzazione della nostra Catanzaro». Si dice «emozionato», Gianluca Curti perché «è la prima volta che mi trovo nel contesto di una conferenza stampa in Calabria, che è il mio primo amore. L’industria culturale e cinematografica italiana hanno potenzialità enormi. Solo il mondo del cinema dà lavoro, con il suo indotto, in maniera continuativa anche nella produzione televisiva a oltre 110 mila persone. Quando la cultura diventa industria – dice ancora – se ben gestita non solo dà da mangiare ma crea posti di lavoro fissi.
«Questo film vedrà impegnata Minerva Pictures con la suo fianco Rai cinema e il Mibact, con un produttore belga che è lo stesso che ha contribuito alla produzione de “Il Primo Re”, e investimenti dalla Russia e dalla Germania – spiega ancora il produttore – su 9 settimane di riprese aveva la necessità di 2 settimane in Calabria. Questa regione è tutta molto bella, abbiamo il mare, la montagna, tramonti straordinari, è un luogo paesaggistico incontaminato unico in Europa, per definizione ha un ruolo centrale nel Mediterraneo crocevia di culture e incontri con una luce naturale meravigliosa». Come da capitolato da Film Commission, la produzione dovrà obbligatoriamente assumere figure professionali in loco, maestranze e attori: «creeremo non solo lavoro indiretto ma anche diretto, ci sono una serie di professionisti importanti in questa regione. Si mette in moto un circuito positivo, speriamo di avere la collaborazione della cittadinanza perché in alcuni momenti potremo occupare una strada, chiudere una piazza. Ma quando poi il film sarà visto in tv o sulle piattaforme – abbiamo già un accordo con Amazon e Netflix si è interessato –  oppure in giro per il mondo o rappresenterà l’Italia nei festival, attraverso il film luoghi di questa città passeranno in maniera diretta e sarà una occasione per creare flussi turistici, quindi lavoro e immagine».
Benefici anche per le aziende e le imprese che vorranno investire nel film grazie alle disposizioni sul tax credit – credito d’imposta – che prevedono la possibilità di compensare debiti fiscali (Ires, Irap, Irpef, Iva, contributi previdenziali e assicurativi) con il credito maturato a seguito di un investimento nel settore cinematografico. Destinatari sono le imprese di produzione e distribuzione cinematografica, gli esercenti cinematografici, le imprese di produzione esecutiva e post-produzione (industrie tecniche), nonché le imprese non appartenenti al settore cineaudiovisivo associate in partecipazione agli utili di un’opera. (redazione@corrierecal.it)







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