Le vacanze, i trasporti e la Calabria di chi emigra e non può tornare

La regione risente delle crescenti oscillazioni dell’offerta di mercato delle compagnie “low cost” che tagliano fuori, anche dalle agende turistiche, i paesi della zona ionica e dell’entroterra silano

di Francesco Donnici
LAMEZIA TERME Tornano le festività, periodo di mobilità e rientri per molti calabresi sparsi per l’Italia e in tutto il mondo. Come sempre ci si trova a fare i conti coi disagi di alcune zone della regione sempre più isolate dalle carenze infrastrutturali e pregiudicate dalla mancanza di trasporti.
Il periodo estivo e quello natalizio rendono l’idea di come sia sempre più difficile e costoso “tornare a casa”, ma i numeri dell’esodo sono ancora più impietosi proprio in prossimità delle vacanze pasquali, durante le quali, da anni, la tendenza degli emigranti calabresi (e non solo) è quella di preferire mete alternative, anche internazionali, e – paradossalmente – meno costose della “loro” Calabria.
La breve durata di questa parentesi, accompagnata dai costi e dai tempi di viaggio, riduce sempre di più l’opportunità di tornare a casa per studenti e lavoratori fuori sede.
Al contrario, la domanda e le logiche del mercato fanno sì che spostarsi dalla Calabria, nei periodi vicini alle principali festività, sia più semplice e “low cost”, anche senza il preavviso notevole – se possibile, di mesi – necessario per prenotare i propri viaggi a prezzi sostenuti. In questo vortice viene così inghiottito anche il turismo con una predilezione, a costi spesso minori, delle mete internazionali.

TRASPORTO AEREO Se si prendono come riferimento le regioni nelle quali risiede il maggior numero di calabresi (Toscana, Emilia Romagna, Lombardia), la soluzione ideale, date le distanze, sarebbe certamente il viaggio in aereo. Il condizionale, però, risulta d’obbligo se si considera il ristretto ventaglio di possibilità a disposizione. Dei tre della regione, l’unico aeroporto che ad oggi rappresenta un riferimento stabile è quello internazionale di Lamezia che offre un numero di voli abbastanza elevato nonostante le riduzioni degli ultimi anni. E tuttavia, il numero di voli messi a disposizione in questi periodi, riesce a coprire soltanto una piccolissima parte della domanda dei viaggiatori “fuori sede”.
Inoltre, il mercato del trasporto aereo, influenzato – come ormai l’intero mercato dei trasporti – dalle oscillazioni delle tariffe messe a disposizione dalle compagnie “low cost”, richiede un ampio preavviso ai fini della prenotazione. Il rischio, per chi riesce a fissare le proprie ferie con una, massimo due settimane di anticipo, è, oltre a quello di non trovare posto, di essere costretti ad un esborso per il solo viaggio di andata (in Calabria) di più di 200 euro.
Va però sottolineato come, negli stessi giorni, il percorso inverso (dalla Calabria al Centro-Nord) anche con un preavviso relativamente breve, venga offerto a tariffe più vantaggiose.

TRASPORTO SU STRADA IN AUTOBUS Questo rappresenta un altro paradosso. La situazione si è fatta più complicata dacché le tre principali aziende di trasporti della nostra Regione hanno stretto accordi con Flixbus e Ferrovie dello Stato S.p.a.
Soprattutto il passaggio alla compagnia “low cost” ha portato – come nel caso del trasporto aereo – l’offerta di mercato, sempre più flessibile, ad adeguarsi alla domanda: più persone vogliono tornare in Calabria, più il prezzo dei biglietti si alzerà.
Dati alla mano, chi volesse raggiungere la Calabria ionica in questo periodo ed è impossibilitato a prenotare in anticipo, si trova costretto ad una spesa dagli 85 ai 102 euro per la tratta Milano-Cosenza con Flixbus o dai 59 agli 84 per Firenze-Cosenza passando dai 65 ai 92 di Bologna-Cosenza. Negli stessi giorni, il percorso inverso andrebbe da un minimo di 29.99 per Cosenza-Firenze ad un massimo di 48 per Cosenza-Milano.
Sono invece più bloccati i prezzi dell’altra compagnia che vanno, in questo periodo, dai 51 da Firenze ai 75 da Milano, ma le opzioni sono più limitate ed infatti si registra pressoché per tutta la settimana l’overbooking già da un po’ di tempo.
Non soltanto il prezzo subisce notevoli oscillazioni a seconda della tratta e del periodo, ma anche il servizio, la cui qualità ha risentito dell’avvicendamento tra le compagnie.
A ciò si aggiunga il tempo di percorrenza delle tratte, non inferiore nel minimo alle 10 ore.

TRASPORTO IN TRENO Altra nota dolente è il trasporto ferroviario che risente, anche in questo caso, di una netta riduzione dei collegamenti e del progressivo smantellamento di una parte della ferrovia ionica per far spazio ai lavori di estensione ed ammodernamento della statale 106. La tabella di percorrenza dei treni ad alta velocità sembra stilata da Carlo Levi perché “si ferma” alla Campania e continua su binari e strutture sempre più datate che non possono garantire questo tipo di servizio. A voler prendere come esempio sempre la tratta Milano-Cosenza, si notano i molteplici cambi: la tratta con percorrenza minore (8 ore circa) prevede la partenza da Milano con cambio a Napoli e Paola prima di giungere a destinazione. Anche questa a prezzi non inferiori ai 100 euro. Ma il dato più deficitario è quello inerente i collegamenti ferroviari interni alla regione, fatti di innumerevoli cambi e difficoltà a spostarsi in periodi brevi da una parte all’altra della regione, anche abbastanza vicina in linea d’aria.

ISOLAMENTO DELLA ZONA IONICA E DELL’ENTROTERRA SILANO La geografia delle infrastrutture e dei trasporti interni e di collegamento esterno alla regione – lasciando da parte, almeno per ora, l’annosa questione relativa alle condizioni di alcuni tratti della statale 106 – delinea un quadro allarmante soprattutto per le zona ionica e dell’entroterra silano che vivono un sempre crescente isolamento.
Collegamento ideale per la zona sarebbe l’aeroporto di Crotone che negli ultimi anni ha vissuto di continui alti e bassi fino ad arrivare ad una imbarazzante situazione di stallo fino a qualche mese fa. Oggi sono state riaperte le tratte per Bergamo e Bologna ed inaugurata quella internazionale per Norimberga, ma il servizio è garantito – quasi a sottolineare il livello emergenziale della misura – solo per alcuni specifici mesi dell’anno. «La situazione dell’aeroporto di Crotone è critica – dichiara il “Comitato cittadino Aeroporto di Crotone” -. Oltre alle tratte attive, sul tavolo del Ministero dei Trasporti si discute della possibilità di aprire anche la tratta per Roma, ma la soluzione sembra lontana. L’aeroporto di Lamezia, oggi, conta 4 voli per Roma mentre da e per Crotone nemmeno uno». Il comitato ha inoltre lanciato una petizione per avere l’aeroporto Sant’Anna attivo per tutto l’anno e non soltanto in alcuni mesi.
La cruda realtà racconta delle logiche di un mercato sempre più spietato che si sono mescolate all’assenza di interventi sui trasporti da parte delle istituzioni nazionali e locali, mettendo così in ginocchio la regione sia sul piano dell’isolamento – e di conseguenza dello spopolamento – che del turismo. L’adeguamento dell’oscillazione delle tariffe alla domanda di mercato porta infatti, in alcuni periodo, ad avere prezzi spropositati nelle tratte in entrata e “low cost” per quelle in uscita. Questa forbice ha così tagliato fuori la zona ionica e quella dell’entroterra silano anche dal mercato del turismo che rappresenterebbe una delle poche residue opportunità di rilancio.







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