I monaci basiliani si “materializzano” nel Castello di San Michele

Il sindaco di Santa Maria del Cedro: «Complimenti alla Thyrrenians che trova un modo innovativo per far cultura sul territorio»

SANTA MARIA DEL CEDRO Anche nella Riviera dei Cedri la tecnologia trova un’applicazione divertente e curiosa grazie alla “realtà aumentata”. Questa innovazione permette ai visitatori di ascoltare le storie del territorio in maniera stupefacente.
Con l’ausilio di uno smartphone possono essere inquadrati dei punti lungo i sentieri del castello e sul display comparirà sul un attore vestito da monaco che racconta con enfasi la storia del luogo, i suoi viaggi e l’introduzione della cannamele in Calabria.
Soddisfatto, il Sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che ha assistito alla prima dimostrazione: «Voglio fare i complimenti alla cooperativa Thyrrenians che dimostra sempre di essere un passo avanti rispetto al modo tipico di fare cultura sul territorio, quello che in anteprima mi è stato presentato è senza dubbio un progetto pioneristico che porterà tantissimi visitatori in questo luogo». Il tutto è stato realizzato nell’ambito del progetto “Facciamo educazione culturale nel Castello di San Michele a Santa Maria del Cedro”, promosso dalla cooperativa Thyrrenians, co-finanziato dalla Regione Calabria e con la direzione artistica di Angelo Napolitano. Il percorso intende valorizzare il complesso monumentale di San Michele a Santa Maria del Cedro, attraverso il racconto innovativo di quella Calabria che a partire dal VII sec. d.C. e per circa cinque secoli, si è popolata di anacoreti e di monaci basiliani in ogni angolo del suo territorio.
È stata inoltre allestita una mostra dove è stata raccontata la storia dei basiliani nell’area del Mercurion, ma soprattutto della comunità religiosa sorta intorno al castello di Santa Maria del Cedro. Anche in questo caso ci si è avvalsi del supporto tecnologico della realtà aumentata, di laboratori didattici destinati ai giovanissimi sia di (ri)scoperta delle tradizioni artigianali locali, sia di avvicinamento alla pratica dell’orienteering col supporto degli istruttori della polisportiva “Valle Argentino” di Orsomarso. Immancabile la contaminazione di altre arti, soprattutto quelle di strada, con l’esibizione di Gianluca Vetromilo e Marco Rialti dei “Nuncepace” .
Un modo innovativo per raccontare le storie del territorio e valorizzare il patrimonio artistico e culturale di un bene attraverso l’uso della tecnologia.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto