Migranti, il “modello Acquaformosa” approda all’Unesco

Il progetto Sprar dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” sarà discusso il prossimo 25 novembre a Parigi. Manoccio: «Sarò lieto di raccontare la nostra storia»

ACQUAFORMOSA La storia di integrazione e accoglienza di Acquaformosa approda alla sede Unesco di Parigi dove, il prossimo 25 novembre, si terrà la tavola rotonda “La mobilità come vettore di pace”. «Sarà l’occasione per continuare a far conoscere il lavoro dei progetti Sprar dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” – commenta il presidente Giovanni Manoccio -. Sono ormai nove anni, dal 2010, che, ogni giorno, operiamo per costruire ponti e dare una mano a chi scappa dalle guerre. Il tema di questa importante tavola rotonda è la sintesi migliore del nostro percorso che ci ha visto accogliere e integrare tanti migranti provenienti da diverse realtà: dal Gambia all’Afghanistan passando per la Siria, la Palestina il Mali e la Nigeria».
«Un lavoro il nostro – continua Manoccio – che a dispetto di numerose difficoltà, come i “Decreti Sicurezza”, ha sempre portato buoni frutti che, a più riprese, è stato oggetto di studio in Italia e in Europa consolidandosi come una “best pratices” grazie al lavoro e alla costanza dei tanti professionisti e operatori che hanno costruito un bel momento di accoglienza e partecipazione».
«Si parlerà del cimitero dei migranti di Tarsia e – conclude Manoccio – tengo a sottolineare un altro aspetto della tavola rotonda parigina ovvero come tramite l’accoglienza e l’integrazione dei migranti si possa portare avanti una tradizione come quella dello chef Enzo Barbieri che, grazie alla collaborazione con la nostra associazione, ormai da tempo ha rivitalizzato il proprio orto che, con i propri prodotti, diventa così un simbolo della ricchezza della diversità. Sarò lieto di raccontare tutto questo a Parigi».







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