“Metanatura”, a Roccella si discute di ambiente «tra mafia, legge e società civile»

Il 13 e 14 dicembre saranno protagoniste una serie di sigle ed esperti che si cimenteranno in un mini-ciclo di incontri per «invertire il nostro approccio a un tema delicato e complesso come quello ambientale»

Il capitano di corvetta Natale De Grazia

ROCCELLA IONICA Dibattito, confronto ed approfondimento sulle problematiche ambientali. Questo è il tema principale di “MetaNatura. L’ambiente tra mafie, legge e società civile”, un ciclo d’incontri di due giornate che vedrà la partecipazione ed il confronto tra una serie di ospiti e realtà che da anni svolgono un’importante opera di sensibilizzazione su questi temi.
La location nel Reggino, l’affaccio sul mare e le date non sono lasciate al caso, ma riconducono tutte al tema che fa da sfondo e filo conduttore per questi appuntamenti: il Capitano Natale De Grazia, scomparso nella notte tra il 12 ed il 13 dicembre di 24 anni fa in circostanze – ancora oggi – molto sospette. La memoria e l’impegno attivo, in continuità con la dedizione nella ricerca della verità dallo stesso De Grazia, sono i pilastri sui quali gli organizzatori hanno fissato le basi di questi incontri che – come ci racconta Andrea Carnì, ricercatore e co-organizzatore degli incontri – «nascono dall’esigenza di riformulare il nostro rapporto con l’ambiente».
Bisogna ripensare il rapporto tra l’individuo e l’ambiente nei termini di una inversione di tendenza: «Non possiamo accorgerci dei danni ambientali sempre solo nella fase successiva-punitiva, ma dobbiamo prestare maggiore attenzione alla fase preventiva». A maggior ragione in Calabria: «Ci sono dei punti, dei luoghi, delle aree che potrebbero essere meravigliose e invece diventano zone critiche ».
Secondo Andrea Carnì, cauloniese d’origine, «intorno a queste aree e alle loro storie permane un’incertezza di fondo difficile da spiegare. Abbiamo la documentazione tale da poter porre i riflettori sul loro stato emergenziale, ma spesso molte domande rimangono inevase e – senza voler essere malizioso – non si capisce il perché».
IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI Due giorni di lavori divisi in tre fasi che, insieme, compongono il puzzle di “MetaNatura”: primo tra tutti l’aspetto mafioso che si incrocia con i “vuoti” legislativi e con quella parte di società civile che si riscopre «ambientalista per moda». Il 13 dicembre ne discuteranno, moderati da Nuccio Barillà, voce e memoria storica di Legambiente Calabria, Luigia Spinelli, pm della procura di Roma oltre che, in passato, consulente esterna alla commissione sul ciclo dei rifiuti «che fornirà considerazioni basate sui dati empirici e risultanze investigative». Insieme a lei il commissario per le bonifiche Giuseppe Vadalà, col quale ci si “immergerà” nel tema delle navi a perdere. Tra gli altri si segnala anche la presenza dell’avvocato Nicola Crimeni, dell’On. in quota 5 stelle, D’Ippolito, dell’Ing. Margherita Tripodi, il giornalista Claudio Cordova e lo stesso Andrea Carnì che approfondirà i temi della sua ricerca già trattati nel suo libro “Cose Storte” che sarà presentato il sabato 14 alle ore 16:30.
La mattina di sabato 14 sarà caratterizzata anche da un momento di dialogo con gli studenti dell’Istituto “P.Mazzone” di Roccella Ionica che rifletteranno insieme ai relatori sulla necessità di pensare ad un futuro “cum naturae”, ovvero – come spigano gli organizzatori – «sull’importanza di pensare ad un futuro pro-Natura e pro-Ambiente che sia contemporaneamente essere contro-‘ndrangheta». Sabato mattina, oltre ad Andrea Carnì e a Claudio Cordova, saranno presenti Mariaelisa Giocondo, dell’Associazione Don Milani e Arturo Rocca dell’Osservatorio sull’ambiente il quale spiegherà ai ragazzi la delicata vicenda dell’ex impianto Bp a Siderno in cui, tuttora, risultano stoccati dei fusti di cui non si conosce il contenuto.
Terza ed ultima domanda che chiuderà i lavori sarà: «Quale futuro vogliamo? In che mondo, sia in termini locali che globali, vogliamo vivere e far vivere le generazioni presenti e future?».
«La nostra intenzione – conclude Carnì – è quella di non scadere nella retorica ma ragionare sui fatti e i dati concreti intorno al tema per tentare di aprire definitivamente gli occhi. Non si deve negare l’esistenza della ‘ndrangheta anzi bisogna analizzarla e contrastarla anche e soprattutto con strumenti culturali che passino per la bellezza della nostra terra e del nostro mare». (f.d.)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto