L’abbraccio a Piero Romeo nella sua curva

COSENZA C’è chi giura di aver visto un fantasma aggirarsi felice nello stadio San Vito ieri sera. Doveva essere quello di Piero Romeo che riconosceva la sua curva, questa volta…

COSENZA C’è chi giura di aver visto un fantasma aggirarsi felice nello stadio San Vito ieri sera. Doveva essere quello di Piero Romeo che riconosceva la sua curva, questa volta animata da una passione diversa, quella dello spirito della solidarietà. Seimila persone, forse di più, venute per assistere all’ennesima replica dello spettacolo di Sergio Crocco “Conzativicci” a suggellare un successo che va molto oltre la pur indiscutibile bravura degli attori, ma che racconta la parte generosa di questa città, quella attenta alla solidarietà, perché come tutti sanno il denaro raccolto da questi spettacoli va interamente all’iniziativa della Terra di Piero e precisamente alla realizzazione del parco giochi per bambini disabili, che dovrebbe sorgere assai probabilmente nella villetta di via Roma.

Parafrasando la celebre affermazione di McLuhan si potrebbe dire che il luogo è il messaggio. Infatti dopo aver espugnato le austere tavole del Rendano, la banda Crocco torna dove molte cose hanno avuto inizio. Se il Rendano era la Cosenza borghese, il San Vito è quella autenticamente popolare e la banda Crocco torna a quella curva che ha visto gli ultrà del Cosenza pensare un diverso modello della città, coniugando la passione per i colori della squadra con una idea diversa di giustizia.

Così quella curva che ieri sera ha accolto l’ultima – per adesso – rappresentazione di “Conzativicci”, finisce per essere il luogo simbolicamente più forte dentro il quale raccontare una città con i suoi personaggi veri e inventati, le piccole tragedie e le grandi speranze, per ridere emozionandosi ancora, con lo sguardo rivolto alle cose da fare per rendere l’umanità almeno un poco migliore. (0070)

m. g.





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