Coronavirus, la lettera del giovane Filippo al suo diario “Flopper”: «Non ho paura, andrà tutto bene»

Il 12enne calabrese scrive al suo nuovo amico “virtuale”, un diario trovato nella libreria di casa. «E’ davvero difficile non andare a scuola perché lì ho qualcosa da fare, mentre a casa ci si annoia molto»

lettera Filippo coronavirus

«Ciao Flopper,
da oggi sei il mio diario, ti ho trovato nella grande libreria della mia stanza. Insieme passeremo grandi avventure!
Comunque mi presento: sono Filippo, ho 12 anni e come puoi vedere siamo nella bellissima Calabria. Come forse saprai la situazione qui è brutta, ma se ancora non lo sai c’è un virus molto contagioso e molto brutto chiamato Coronavirus.
Il nome mi faceva ridere, però quando ho capito l’importanza, anzi la gravità della situazione, non ho riso più. Flopper, che ne pensi di questa situazione? E poi, indovina perché ti ho chiamato così? Allora, ti ho chiamato Flopper perché, essendo io un giocatore del videogioco Fortnite, sono appassionato e affascinato dai bellissimi pesci del gioco, di una specie in particolare: i FLOPPER.
Torniamo al discorso del virus, ti dirò come mi sento in questa situazione.
Sono molto annoiato perché non posso fare le cose che facevo prima, cioè scendere giù nel cortile per giocare a palla, siccome sono un buon giocatore di pallavolo. E poi non posso andare nemmeno a fare la partitella di calcio in parrocchia con gli amici. Oltre alla noia provo tristezza perché è molto brutto non vedere gli amici, i quali sono una parte di me. E pensandoci bene, vorrei rincontrare i professori che vedevo tutti i giorni.
Flopper, credo che pure a te mancano i tuoi amati libri che ti fanno compagnia nella libreria, quindi dopo ti metto a posto.
Comunque non ho paura della situazione, perché basta rispettare le regole date da Conte e dai numerosi medici che stanno gestendo la situazione.
Flopper, devi sapere che delle persone tra i 20-25 anni stanno ignorando la situazione dicendo che ai giovani il virus non prende. Ma non è così, perché molti personaggi della televisione hanno preso il virus. E questi sono molto giovani, come anche alcuni calciatori (Daniele Rugani, Manolo Gabbiadini e Matuidi, riprendetevi presto).
Flopper, tu sai che pratico pallavolo e sono venuto a conoscenza che uno dei pallavolisti più forti al mondo ha preso il virus, lui è tra i miei pallavolisti preferiti e spero che si riprenda subito (EARVIN N’GAPETH, RIPRENDITI!).
Questo virus sta causando molti morti e mi voglio soffermare su questo, il problema dei morti. Infatti ogni giorno avvengono molti decessi e mi immagino che brutto sia veder passare carri funebri per tutta la città ogni ora.
Flopper parliamo di un’altra cosa: cosa stai facendo in questi giorni?
Io sto migliorando le mie canzoni da DJ (non c’è bisogno di chiederti se sapevi che facevo il dj perché credo che la sera senti il trambusto che c’è) mettendo nuovi loop ed effetti.
Oltre a suonare sto leggendo i numerosi libri di medicina di mio papà e imparo cose nuove, peccato che non c’è scritto una cura per il virus; leggendo questi libri è venuto fuori il fatto che mi piace la cardiologia.
Flopper, a te piace la medicina?
Flopper, io oltre a leggere e suonare sto facendo molto allenamento. Non pensare che un pallavolista si fermi al primo ostacolo. Ti consiglio di fare molto allenamento perché sennò usciremo con 10 chili in più. Comunque di prima mattina faccio colazione e 20 flessioni, mentre nel pomeriggio 50 addominali e la sera niente.
Amico mio, una delle attività più belle che sto facendo è pensare a cose su cui non mi sono mai soffermato tanto, come quella di immaginare un nuovo colore. La cosa che mi ha colpito è che la mente non riesce a pensare un colore nuovo, come se ci fosse un blocco dell’immaginazione.
Flopper, devi sapere che è davvero difficile non andare a scuola perché lì ho qualcosa da fare, mentre a casa ci si annoia molto stando al telefono o alla playstation.
Caro amico, ti saluto e ci sentiamo domani, e ricordati che ANDRÀ TUTTO BENE!
Il tuo Filippo».







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