Coronavirus, a Gizzeria le mascherine “fai da te”. Saranno prodotte dalle due Parrocchie

Il Comune guidato da Pietro Raso ha deciso di far fronte alla mancanza di dispositivi di protezione acquistando tessuto idoneo alla loro realizzazione: «Una grande iniziativa di solidarietà e di lavoro collettivo»

di Giorgio Curcio
GIZZERIA Dispositivi di protezione utili ed efficaci. In piena pandemia da coronavirus, però, le mascherine protettive sono diventate presto introvabili nonostante il loro uso sia in molti casi un obbligo oltre che una necessità. E in Calabria non mancano le iniziative per cercare di “superare” questo scoglio, creando delle mascherine “fai da te”, non certificate, certo, ma comunque molto utili. Tra gli esempi visti in queste settimane spiccano quelle di Locri donate dall’associazione “Angela Serra” oppure quelle ritrovate nelle cassette delle lettere in alcuni quartieri di Catanzaro. E poi le mascherine griffate Talarico e quelle dell’azienda di divani di Isola Capo Rizzuto. Nelle altre realtà della Calabria ci si arrangia come può. Una delle ultime iniziative interessanti è quella ideata a Gizzeria, comunità del catanzarese.

TESSUTO NON TESSUTO Qui, infatti, il Comune guidato dal sindaco Pietro Raso ha deciso di fra fronte alla mancanza delle mascherine acquistando tessuto idoneo alla realizzazione di quelle “fai da te” (tessuto non tessuto- TNT), attivandosi quindi per la produzione delle mascherine che potranno essere lavate e quindi riutilizzate. La produzione è in corso – fanno sapere dal Comune – e vede impegnate le Suore delle due Parrocchie del Paese, Immacolata della Medaglia Miracolosa e S. Giovanni Battista, che, con grande spirito di collaborazione, hanno offerto il loro tempo e la loro collaborazione per la parte che riguarda la realizzazione vera e propria del prodotto finito.

SOLIDARIETÀ «Si tratta – ha commentato il sindaco Pietro Raso – di una grande iniziativa di solidarietà e di lavoro collettivo tra l’Amministrazione Comunale di Gizzeria e le due Parrocchie del Paese, per il  bene e la salvaguardia della salute della popolazione.Una volta pronte ci si potrà rivolgere direttamente alle due Parrocchie che inizieranno la consegna tenendo conto ovviamente delle priorità: ammalati, anziani, volontari».  Alla consegna della mascherina, chi vorrà potrà anche fare una piccola donazione, che verrà devoluta alle stesse Suore delle Parrocchie. L’obiettivo è fornire le mascherine a più famiglie possibili, fino a quando sarà possibile rifornirsi di tessuto e quanto necessario per la realizzazione. (redazione@corrierecal.it)







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