Coronavirus, a Reggio la “sartoria solidale” che produce mascherine

Questa l’iniziativa lanciata dal comitato di quartiere di Reggio Calabria “Il Popolo di Archi”. «La prima sarta è stata Antonia detta “Tota”che ha realizzato le prime mascherine che lo stesso comitato ha già provveduto a distribuire a soggetti deboli come anziani»

Mascherine solidali Archi Reggio

REGGIO CALABRIA Una “sartoria solidale” per dotare di mascherine la popolazione. Questa l’iniziativa lanciata dal comitato di quartiere di Reggio Calabria “Il Popolo di Archi”. Dopo l’iniziativa della spesa e dei farmaci da recapitare al proprio domicilio, il comitato ha lanciato l’idea che vede coinvolte le maestranze locali del settore tessile quali sarte e mercerie che dispongono dei materiali necessari per realizzarle. «Chiunque sappia cucire – è scritto in una nota – mette a disposizione la propria competenza per realizzare mascherine e chiunque abbia i tessuti necessari». «La prima sarta – si legge – è stata Antonia, di Archi, detta “Tota”, che ha realizzato le prime mascherine che lo stesso comitato ha già provveduto a distribuire a soggetti deboli come anziani. Chiunque volesse seguire il suo esempio lo potrà fare. Farà così un gesto importante in un momento difficile. Per aiutare si può contattare il comitato di quartiere ‘Il Popolo di Archi’ tramite la pagina Facebook».







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