I Carabinieri di Cosenza regalano uova di Pasqua ai bambini della città – VIDEO

L’iniziativa è stata voluta dai militari del comando provinciale. Centinaia le consegne, su tutto il territorio. «E’ un momento difficile, non possiamo non pensare ai bambini»

COSENZA Dalle scale del comando provinciale di Cosenza le coppie di carabinieri sfilano fino alle macchine. Per una volta sottobraccio non hanno criminali da assicurare alla giustizia, ma ceste di uova di Pasqua da consegnare ai bambini bisognosi della città. Così hanno deciso di rendere meno tristi le giornate di Pasqua i carabinieri cosentini che si dividono tra beneficenza e controllo serrato del territorio. Il Coronavirus mette alle strette tutta la città e le fasce deboli della popolazione sono quelle che sentono con più dolore il morso della crisi. La rete della solidarietà è già attiva da diverse settimane, assicurano loro un pasto caldo e una spesa minima. I Carabinieri hanno deciso di intervenire regalando un momento di felicità attraverso la gioia che solo l’attesa di scoprire quale sia la sorpresa nascosta nella cioccolata a forma di uovo sa regalare. Le macchine con dentro le uova raggiungono le famiglie cosentine, si parte dal centro storico dove insieme alla loro mamma tre bambini ricevono per primi le uova. I primi carabinieri si congedano dal capitano Giuseppe Merola, tornano al proprio lavoro, gli altri si spostano nell’istituto della Casa Madre, gestito dalle “suore minime della passione” dove si trovano altri 60 bambini. «Questa è una iniziativa che ha voluto fortemente il comando provinciale di Cosenza -spiega il luogotenente Francesco Parisi, comandante della stazione dei carabinieri di Cosenza Nord -. Vuole essere una attestazione di solidarietà verso le fasce più deboli in questo particolare momento. Stiamo vivendo una situazione unica, per questo non possiamo permetterci di non rivolgere maggiori attenzioni nei confronti dei bambini». La Pasqua con cui i carabinieri hanno deciso di omaggiare i piccoli cosentini, fa da palo ad un’altra Pasqua: quella dei controlli. Posti di blocco in aumento, centro cittadino così come le periferie controllate da pattuglie mobili e posti di blocco per evitare che gli sforzi fatti in questo primo mese di lock-down, non vengano sacrificati da atteggiamenti poco prudenti in questo periodo festivo dell’anno, dove per la prima volta nella storia moderna, gli italiani sono chiamati al sacrificio più grande: quello di non condividere.  (mi.pr.)







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