Test d’ingresso a Medicina, «in arrivo una pioggia di ricorsi anche a Reggio»

Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, network legale di riferimento per le professioni sanitarie: «Negli atenei delle città del sud si sono registrate più irregolarità. Dalla città dello Stretto sono addirittura arrivate segnalazioni riguardo alla presenza di microfoni e telecamere e commissari poco professionali»

ROMA Una “pioggia” di ricorsi. È quella che ci si attende quest’anno dopo la pubblicazione, avvenuta con non poche difficoltà, delle graduatorie per l’ingresso alla Facoltà di Medicina. Più precisamente, Consulcesi prevede un aumento dei ricorsi di circa il 10 per cento rispetto all’anno scorso. Un numero talmente alto che si teme possa mandare in tilt il sistema e, forse, anche compromettere l’inizio degli studi universitari di molti ragazzi.
«Siamo stati subissati da segnalazioni di irregolarità da ogni parte d’Italia. Non è un fenomeno nuovo, ormai sono anni che si verificano irregolarità di ogni tipo. Questa è solo la punta dell’iceberg di un sistema che va cambiato nelle fondamenta perché non è in grado di decidere la classe medica del futuro in maniera meritocratica», conferma Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, network legale di riferimento per le professioni sanitarie. «In più quest’anno, complice anche il mancato rispetto delle norme di prevenzione per via della pandemia, abbiamo registrato numeri record», aggiunge.
Gli atenei interessati sono 35 su 48. La maggior parte dei casi si registra al Sud: rispetto all’anno scorso, nelle regioni meridionali, sono state raccolte all’incirca il 7 per cento di segnalazioni in più. Napoli, Lecce, Potenza, Reggio Calabria sono le città con gli atenei dove si sono registrate più irregolarità. Da sospetti plichi trovati aperti a suggerimenti vari, da ritardi a sforamenti dei tempi fino alla massiccia presenza di smartphone e smartwatch. Da Reggio Calabria sono addirittura arrivate segnalazioni riguardo alla presenza di microfoni e telecamere. E ancora: commissari poco professionali, favoritismi e in generale numerosi movimenti dubbi dentro e fuori le aule. Senza contare la mancata osservanza delle norme anti-Covid: poco rispetto delle distanze e assenza di mascherine. «Insomma, un gran pasticcio – commenta Tortorella –. Come se non bastasse il già controverso sistema dei “test a crocette” – continua – i candidati si sono trovati a rispondere a domande assurde se consideriamo che lo scopo era quello di selezionare i più meritevoli. Che importanza ha per un aspirante medico conoscere “Il Signore degli Anelli”? E poi altri quesiti erano molto simili a quelli del test d’ingresso alla Facoltà di Veterinaria che si è tenuto qualche giorno prima».
Problemi sono stati riferiti anche riguardo alla pubblicazione delle graduatorie: molti studenti hanno segnalato evidenti incongruenze tra i codici anagrafici e i rispettivi test. «Per questo da 20 anni ci mettiamo dalla parte degli studenti penalizzati da un sistema che ogni volta, puntualmente, rivela le sue falle», dice Tortorella. «Grazie ai nostri ricorsi migliaia di loro si sono potuti immatricolare e hanno potuto coronare il sogno di indossare il camice bianco ed eccellere in Italia e nel mondo», prosegue. Consulcesi continua a mettere a disposizione dei candidati lo sportello virtuale www.numerochiuso.info e i canali social dedicati, per raccogliere testimonianze e fornire informazioni su come tutelarsi in caso di scorrettezze durante la prova.





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