Violenza sulle donne, in Calabria B&B convenzionati per le “emergenze domiciliari”

Grazie ad un fondo ad hoc creato dalla onlus “Attivamente Coinvolte” e attraverso alcune donazioni, è stato possibile concordare un tariffario sostenibile per poter ospitare 7 persone per 15 giorni. Il protocollo è già operativo e pronto a scattare in caso di emergenza dopo la “valutazione del rischio”

B&B violenza donne

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Numeri, parole e impegni. Sullo sfondo le violenze, gli abusi e i soprusi. La giornata contro la violenza sulle donne ha però assunto quest’anno una importanza significativa, in un anno caratterizzato da una pandemia globale e un prolungato lockdown che in molti casi non ha fatto altro che rinchiudere dentro casa migliaia di donne, in una sorta di prigione fatta di mura, porte e finestre serrate.
Una «violenza nella violenza» è stata definita dagli operatori e da chi da anni si occupa di assistere fattivamente le donne vittime di abusi e violenze domestiche. Operatori che, anche in Calabria, sono particolarmente attivi dietro associazioni regionali e nazionali, impegnate ad offrire tutti quei servizi fondamentali come l’ascolto ma, soprattutto, in grado spesso di salvare vite umane.

LE ASSOCIAZIONI Come nel caso della onlus “Attivamente Coinvolte” inserita nel circuito nazionale D.i.Re e che in Calabria, nelle sedi di Catanzaro e Pizzo, si occupa di offrire servizi di assistenza alle donne vittime di violenza. «Era già molto difficile prima per le donne chiedere aiuto – racconta al Corriere della Calabria il presidente Stefania Figliuzzi – ora è evidentemente più difficile e pressante, a causa delle zone rosse e i limiti negli spostamenti. Il nostro obiettivo dunque è quello di creare alternative per permettere alle donne vittime di violenze e ai propri figli di sostare in sicurezza in zone dedicate e soprattutto segrete».

B&B CONVENZIONATI Motivazioni attorno alle quali è nata e si è sviluppata l’idea di creare delle “emergenze domiciliari” per evitare le escalation di violenze, attraverso la convenzione con un B&B. Grazie ad un fondo ad hoc creato dalla onlus e attraverso alcune donazioni, è stato possibile concordare un tariffario sostenibile per poter ospitare 7 persone per 15 giorni, predisponendo eventuali trasferimenti in tutta sicurezza, rispettando dunque i tempi previsti dalle normative anti-Covid e di quarantena, per poter poi eventualmente altri spostamenti. «Si tratta di strutture dove saranno presenti le nostre operatrici – ci racconta ancora Stefania Figliuzzi – dunque già formate contro le violenze sulle donne. Il B&B diventa dunque una sorta di succursale del centro dove l’operatrice può attenzionare la donna». Il protocollo è già operativo e pronto a scattare in caso di emergenza dopo la “valutazione del rischio”, un metodo scientifico applicato a livello internazionale e che consente, in caso di pericolo di vita della donna, di trasferirla in emergenza quando mancano altri supporti amicali o familiari.

I PROGETTI FUTURI E non mancano, infine, i progetti futuri. «Stiamo lavorando – ci spiega ancora il presidente di Attivamente Coinvolte – con le donne con disabilità e in particolare cieche, un percorso di fatto già iniziato nei mesi scorsi. Poi lavoreremo con un gruppo di ostetriche per parlare di “diritto alla salute” e di ipotesi di violenze ginecologiche ovvero quando ci sono comportamenti non corretti da parte dei sanitari». (redazione@corrierecal.it)





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