Monsignor Bertolone in visita alle “Valli Cupe”

SERSALE «Sono una meraviglia del creato. Sapevo delle loro bellezze, ma non immaginavo fossero così magnifiche. Averle scoperte, valorizzate e creato le condizioni perché siano conosciute da migliaia di persone,…

SERSALE «Sono una meraviglia del creato. Sapevo delle loro bellezze, ma non immaginavo fossero così magnifiche. Averle scoperte, valorizzate e creato le condizioni perché siano conosciute da migliaia di persone, è un grande risultato che merita condivisione e apprezzamento. Sono contento di essere tornato in questi luoghi di pace che celano tesori di biodiversità inaspettati». È il commento, riportato in una nota, dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra che – accompagnato dal direttore della Riserva Carmine Lupia e dal parroco di Sersale, don Franco Rotella – ha visitato la riserva naturale “Valli Cupe”.
«Affascinato dal patrimonio faunistico di altissimo valore e dagli incomparabili monumenti geologici situati ai piedi della Sila Piccola – si legge nella nota – (definita “uno dei paesaggi più suggestivi dell’Italia”) e al centro di un contesto naturalistico, storico e culturale ricchissimo, mons. Bertolone ha ammirato la ginestra (“spartium junceum”) che spunta sulle pareti del canyon. E ha colto l’occasione per ricordare la penultima lirica di Giacomo Leopardi che si apre con un verso del Vangelo di Giovanni (“E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce”)». 
«Come la ginestra – ha detto mons. Bertolone – che cresce anche in ambienti aridi, ma attira l’attenzione e suscita emozioni, è il buon cristiano, che, anche quando è in difficoltà, riesce a dare il meglio di sé e a vivere la parola di Dio». 
«Carmine Lupia – conclude la nota – e alcuni dei protagonisti di questa esperienza naturalistica di successo da poco diventata, grazie ad una legge approvata all’unanimità dal consiglio regionale, Riserva Naturale (Rossella Capellupo, Francesco Amato ed Enza Berlingò) hanno ringraziato mons. Bertolone “per il grande regalo che ci ha fatto venendoci ad incontrare”».







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