Conflenti può diventare «Amazon city»

Secondo il Corriere della Sera «nessuno sa dov’è» Conflenti, eppure «si trova proticamente al centro della Calabria». La notizia, però, al di là delle peripezie stradali dell’inviato del quotidiano di…

Secondo il Corriere della Sera «nessuno sa dov’è» Conflenti, eppure «si trova proticamente al centro della Calabria». La notizia, però, al di là delle peripezie stradali dell’inviato del quotidiano di via Solferino, è che il paesino dell’entroterra catanzarese viene ribattezzato «Amazon city» su La Lettura, il settimanale culturale del Corsera. La storia da cui è partito tutto risale a circa due anni fa, ad un viaggio di “ritorno” alle origini paterne di un docente di Composizione architettonica dello Iuav di Venezia, Pierluigi Grandinetti. Nell’estate del 2016 Grandinetti incontrerà, proprio a Conflenti, suo nipote Russell, nato e cresciuto negli Usa e anche lui alla scoperta delle sue radici calabresi. Con il viaggio dei due Grandinetti – poi divenuti cittadini onorari – si incrocia la volontà del sindaco Serafino Paola, che assieme ad associazioni come “Felici e Conflenti” e “Prima che tutto crolli” vorrebbe far rivivere il borgo di Conflenti superiore puntando sul turismo rurale, sul recupero dell’artigianato e delle tradizioni locali e sulla musica popolare. «Nel giro di sei mesi – si legge nell’articolo de La Lettura – Iuav e Comune firmano un protocollo d’intesa e all’inizio dell’anno scorso parte il “Progetto Conflenti”». Diventa una sorta di progetto pilota da replicare anche in borghi abbandonati e intanto Iuav e Regione Calabria stanziano dei fondi. Ma ovviamente non bastano, e decisivo sarà anche il passaggio in consiglio regionale della proposta di legge sui centri storici abbandonati partita proprio da questa esperienza. Così Russell Grandinetti, che è vicepresidente del colosso Amazon, chiede al sindaco come può aiutare il progetto. La risposta la dà direttamente l’articolo de La Lettura: «È semplice, Russell. Amazon nel 2016 ha fatturato 136 miliardi di dollari, con utile di 2,3 miliardi. Con appena 10 milioni di euro – è la chiosa dell’articolo – potreste comprarvi l’intero borgo, con altri 10-15 milioni sistemarlo e con ulteriori 10 milioni, poiché stiamo parlando di business e non di beneficenza, farlo ripartire, creando così con consumo di suolo zero la prima “Amazon City” della cultura al centro del Mediterraneo. Sarebbe rivoluzionario, e il mondo potrebbe volervi persino un po’ di bene».    





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