Braglia come Al Pacino, il Cosenza in B e la “regola dell’8”

Storia (e scaramanzia) di una cavalcata iniziata dal fondo della classifica. La grinta del “maestro” toscano, la capacità dei giocatori di fare gruppo. E la svolta Baclet

COSENZA La festa continua… Quello rossoblù è un popolo che riesce a contenere – a fatica – la gioia per un momento atteso 15 anni. Da quell’ultima volta del Cosenza in Serie B prima del fallimento. Tutti credevano nel miracolo, anche i più scaramantici: «Non è vero ma ci credo», sussurrava più di un tifoso seduto in tribuna allo Stadio Adriatico. Nel calcio la scaramanzia è un aspetto che va preso sempre in considerazione così come la storia che spesso si ripete. Il 26 giugno del 1991, sempre a Pescara, il Cosenza giocò e vinse lo spareggio che valse la permanenza in Serie B. I Lupi si imposero 1-0 contro la Salernitana grazie ad un gol segnato al 6’ del primo tempo supplementare da Gigi Marulla. Lo stadio Adriatico, dunque, ha sempre portato bene ai lupi. Solo una semplice coincidenza? Forse. Ed allora come non pensare alla “regola dell’8”?! I rossoblù nel 1988 conquistano la promozione in Serie B, vincendo il campionato di C1 guidati da Gianni Di Marzio. Nel 1998 è Giuliano Sonzogni a regalare al Cosenza la promozione nella serie cadetta. Dieci anni dopo, nel 2008, Mimmo Toscano stravince il campionato di D e riporta i silani nei professionisti. Sabato – 16 giugno 2018 – tutti sappiamo com’è finita: Siena battuto e ritorno in Serie B. B come Braglia, Baclet e Bruccini.

L’allenatore toscano chiamato a salvare i lupi dopo il disastroso inizio di stagione con Fontana in panchina. Guarascio si affida al saggio di Grosseto, a lui l’arduo compito di salvare la faccia e la squadra. Alla promozione il presidente non credeva: troppo forti le avversarie, troppo lungo il cammino playoff, sarà l’ennesima stagione piena zeppa di rimorsi e rimpianti avrà pensato, e invece… Nelle vene di Braglia scorre calcio, quello del sacrificio, del gruppo coeso e del gioco concreto, in antitesi rispetto al tiki taka proposto da Fontana. I calciatori all’inizio faticano ad entrare negli schemi del loro allenatore, poi arriva il ko nel derby contro il Rende. 3-0 ed i fischi impietosi del pubblico rossoblù. I tifosi si allontanano dalla squadra, al San Vito-Marulla pochi intimi e molti accrediti. Il “maestro” non ci sta a rimediare un’altra figuraccia, chiama a raccolta i suoi giocatori – come Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”: «In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi, e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti, per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta». E così è stato.

Padre Fedele racconta la vittoria del Cosenza

⛪ "…C'è stata una benedizione particolare?""No, c'è stato il tifo, io sono un Frate ultrà!" 🤣

Pubblicato da ELEVEN SPORTS su lunedì 18 giugno 2018

Braglia ha ricompattato il gruppo e serrato le fila, i suoi ragazzi in campo non hanno sbagliato nulla. Baclet è tornato a segnare con una continuità spaventosa e da giocatore “finito” si è trasformato in uomo copertina. È diventato idolo indiscusso del popolo rossoblù che a lui dedica un coro e chiede gol pesanti. Allan risponde giocando un playoff perfetto: entra e segna solo gol decisivi. A Pescara, il suo nome finisce nel tabellino dei marcatori e chiude definitivamente i giochi.
Mirko Bruccini, invece, è un tipo silenzioso. Mai una parola fuori posto, mai un rimprovero ai compagni ma solo garra, corsa, gol e assist. L’esempio perfetto di centrocampista moderno: bravissimo negli inserimenti, con il vizio del gol e sempre in movimento. Anche lui deve molto a Braglia, il suo rendimento è cresciuto grazie ai consigli dell’allenatore, ed oggi è un giocatore nuovo. Insomma, i risultati hanno dato ragione al “maestro toscano”. Passata la sbornia per la promozione conquistata, sarà inevitabile parlare di futuro. Sì perchè, per continuare a sognare è necessario mettersi a lavoro per costruire una rosa competitiva. Si parte, o meglio si dovrebbe partire dal condottiero Braglia. Rinnovo di contratto e meritatissimo adeguamento.
Solo dopo la riconferma del tecnico toscano, il ds Trinchera lavorerà alacremente per strappare la riconferma dei giocatori in prestito: Dermaku, Tutino e Palmiero, i cui cartellini sono nelle mani di Empoli, Napoli e Atalanta. Il Cosenza dovrà ripartire da loro, poi serviranno innesti mirati: uomini d’esperienza e giovani di belle speranze. Tra poco più di due settimane si va in ritiro, il 24 riparte la Serie B. Il team manager Kevin Marulla lo sa bene: adesso si fa sul serio. (fb)







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