Calcio, il “piano B” per far giocare il Crotone in casa

L’amministrazione comunale aspetta la pronuncia del Tar. In caso di sentenza negativa, verranno avviati gli adeguamenti degli spogliatoi. Lo smantellamento delle opere rischia di costare 300mila euro

CROTONE L’amministrazione comunale di Crotone ha un “piano B” per consentire alla squadra di calcio della città pitagorica di giocare in casa le prossime partite interne. Prima di fare scattare il “piano B” si aspetta la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale della Calabria sul ricorso presentato dal Comune di Crotone per chiedere la sospensiva del decreto del Mibac, che impone lo smantellamento delle opere mobili realizzate due anni fa al momento dello storica promozione in A del Crotone. Se il Tar Calabria dirà no alla richiesta si parte con il “piano B”, che prevede l’adeguamento degli spogliatoi già utilizzati per diversi anni nel campionato di serie B. Gli spogliatoi richiedono solo piccoli interventi di ristrutturazione. In questo caso, però, potrebbe avere un rallentamento del progetto per costruire il nuovo stadio in un’area non interessata dai reperti archeologici. La vicenda dello “Scida” è stata complicata proprio dalla presenza di importanti reperti. Se lo “Scida” resta al suo posto e non verrà smantellato non potranno nemmeno essere realizzati scavi archeologici. Dal canto suo, però, l’amministrazione comunale dovrà procedere allo smantellamento delle opere realizzate due anni fa. Il costo dell’operazione è di oltre 300mila euro. Questi soldi potevano essere risparmiati e magari impegnati nella costruzione di un nuovo stadio più moderno e senza vincoli.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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