Napoli, l’ultimo (o quasi) baluardo del calcio del Sud

Il calcio nel Meridione è appeso a un filo, lo tiene in vita il Napoli Calcio

Se da un lato il Calcio Napoli rappresenta da qualche anno la vera rivale della Juventus per la lotta al titolo, nel resto delle città meridionali il calcio fa fatica con squadre che falliscono, devono attendere responsi per la sola iscrizione ai campionati di Serie B o vivono situazioni societarie infelici. Unica eccezione è il Lecce che però torna dopo 7 anni d’astinenza per essere retrocesso in Lega Pro causa illecito sportivo. Insomma, eccezione a metà.
C’era una volta il Sud Italia e, in un tempo più lontano, c’era il calcio nel Sud Italia, un calcio esteso all’intero Meridione e non soltanto alla città di Napoli. Oggi la realtà è diversa, con Napoli al centro del sistema calcistico del Mezzogiorno, per quanto l’espressione “sistema calcistico” a dire il vero può sembrare impropria.
Inoltre si pensi che, se si considerassero Roma e Lazio come squadre del Centro, l’ultimo scudetto assegnato a una società del Sud risale al 1990: esatto, al Napoli. In realtà nessuna squadra del Sud, eccetto gli azzurri, ha mai vinto uno scudetto (si consideri anche il Cagliari al centro avendo la città circa la stessa latitudine di Roma).
Diventa dunque ancora più evidente il ruolo centrale che assume il Calcio Napoli in questo contesto, sottolineandone inoltre la solidità societaria che si è lasciata alle spalle il fallimento della vecchia proprietà nel 2004 e sta permettendo dei sogni concreti ai propri tifosi collezionando 10 qualificazioni in Champions consecutive e portando in città un allenatore internazionale come Carlo Ancelotti.
Un raggio di luce nel ‘semi-buio’ questo Napoli, come quelli che proietta il San Paolo per le Universiadi. Già, le Universiadi, le Olimpiadi degli atleti universitari del mondo che si svolgono con il Vesuvio come sfondo. La speranza è che il Sud non rimanga il fanalino di coda dell’Italia e che non sia soltanto Napoli a portarne alto il nome, che non sia più un’oasi in un deserto grande quanto metà Stivale ma che ne diventi il modello positivo per ripartire, ricominciare e tornare grandi.
A partire dal senso d’appartenenza, con tifosi che seguono la squadra della propria città e non una distante 1000 km, che sentano addosso i colori di una maglia e che la difendano da presidenti arrivisti e opportunisti, popoli che riempiano stadi e che tornino a sognare per un gol vittoria e non per una sentenza in tribunale che decida la vita o la morte di una squadra.
Tornerà un Cassano 18enne a infiammare il San Nicola, tornerà Gigi Marulla a segnare per Cosenza, tornerà Peppe Mascara con un gol da centrocampo, tornerà Ciccio Cozza per non mollare mai, tornerà il Palermo di Pastore e Cavani, tornerà De Napoli e tornerà l’intero Sud con tutti i suoi talenti. Tornerà, o almeno si spera.







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