Calciomercato, Hachim Mastour è della Reggina

L’italo-marocchino fu acquistato dal Milan e promosso in prima squadra a soli 16 anni. Alcuni la definiscono «una mera operazione di marketing». Per lui un’opportunità per rilanciarsi

di Fabio Benincasa
REGGIO CALABRIA
Ai giovani del River Plate, il professore “Tano” Renato Cesarini insegnava questa filastrocca: «Di cosa è fatta la palla? Cuoio! Da dove viene il cuoio? Dalla mucca! Che cosa mangia la mucca? L’erba! Entoces la pelota siempre al piso, sempre rasoterra».
Il tecnico italo-argentino impartiva ai giocatori lezioni costanti di tecnica e tattica e quando qualcuno dei suoi azzardava un lancio lungo veniva prima rimproverato in campo e poi negli spogliatoi: «Chi tratta male una palla diventa una persona cattiva nella vita». E forse è per questo che sin da bambino Hachim Mastour ha sempre preferito giocare con il pallone incollato ai piedi, tralasciando colpevolmente il gioco e dedicandosi anima e corpo al perfezionamento di una tecnica di base già ottima. Sì perché come anche Cesarini sapeva: «La tecnica si può affinare e migliorare, ma il gioco – beh quello – non lo si può proprio insegnare».
Il fantasista italo-marocchino ha firmato nelle scorse ore un contratto triennale con la Reggina. Il club amaranto del patron Gallo ha deciso di dare una chance al classe 98’. Cresciuto nelle giovanili della Reggiana, il Milan decise di acquistarlo nel 2012 pagandolo circa 2 milioni di euro. A 16 anni Mastour si allenava con la prima squadra rossonera, la Nike lo chiamò per testare il pallone della Serie A. Qualche mese più tardi, il talento di Reggio Emilia girerà uno spot per un noto energy drink insieme a Neymar.
Tutti i presupposti per una carriera stellare. Ma mentre fuori dal terreno di gioco il piccolo fenomeno faceva incetta di sponsor e contratti milionari, in campo faticava a trovare continuità. Normale per un 16enne, ma non per Hachim che pur di trovare spazio accettò di lasciare il Milan iniziando a girovagare in Europa senza fortuna. Prima l’Olanda, poi la Grecia ma Mastour non convince, finisce spesso in tribuna e di quel ragazzino che regalava magie palla al piede nessuno si ricorda più. Tanto da finire, lo scorso luglio, nel listone degli svincolati: giocatori senza contratto alla ricerca di un club pronto ad offrire loro un’altra opportunità.
È per il 21enne, il treno passa (ancora una volta) e lo porta dritto in Calabria. La Reggina dopo Denis e Reginaldo, assesta l’ennesimo colpo di mercato. Qualcuno però in riva allo Stretto la definisce una mera operazione di marketing, più di un tifoso storce il naso per paura di ritrovarsi in squadra un giocatore sopravvalutato e mai esploso. Hachim Mastour è un abile freestyler o un calciatore in grado di spostare gli equilibri? Una domanda a cui dovrà rispondere mister Toscano che di giovani talenti in carriera ne ha (ri)lanciati parecchi. A Mastour, invece, spetta l’arduo compito di far ricredere chi lo ha amato e si è sentito tradito, chi è rimasto stregato da quel talento baciato dal Dio pallone forse colpevole di aver tentato di bruciare le tappe, di arrivare in cima passando direttamente dal via.







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