Da Bergamo a Reggio Calabria, sei anni dopo Denis segna e abbraccia il figlio

Nel 2014, l’attaccante argentino segnò con la maglia dell’Atalanta e corse ad abbracciare il figlio, ieri in goal con la Reggina ha esultato nello stesso modo.

di Fabio Benincasa
REGGIO CALABRIA Nel 2014, l’Atalanta era abituata a lottare per non retrocedere, di certo, lontana parente della “banda del Gasp” che oggi strapazza il Valencia in Champions e turba le notti degli allenatori avversari. «Affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista», disse Pep Guardiola prima di affrontare i nerazzurri in Europa. In quella squadra piena zeppa di giovani talentuosi c’era una certezza: German Denis. “El Tanque”, il carrarmato, segnava goal a grappoli e con il suo carisma conquistò il pubblico della Dea, in estasi di fronte alle prodezze del centravanti. Gambe muscolose, fisico statuario e fiuto infallibile, ma anche tanta grinta ed un cuore d’oro. Nessuno ha mai dimenticato l’esultanza dell’attaccante dopo il goal contro il Napoli che realizzò con la maglia dell’Atalanta e che valse la vittoria sui partenopei. La palla finì in rete e German corse ad abbracciare il figlio che lo aspettava dietro la porta difesa da Pepe Reina. A distanza di sei anni, la storia si ripete. Oggi, Denis gioca con la Reggina e come sempre sono i suoi goal a spingere la squadra in alto in classifica.
Ieri, gli amaranto hanno battuto 3-0 la Paganese ed il “Tanque” ha festeggiato segnando due reti e correndo ad abbracciare il piccolo Mathias. E la Reggina ha festeggiato sui social con un post condiviso con l’Atalanta.
«Hey Atalanta, ti ricorda qualcosa?”», immediata la risposta degli orobici:«Non ce la facciamo, troppi ricordi…».







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto