Esordio amaro, il pomeriggio nero del Crotone

La squadra rossoblù stecca al ritorno in Serie A in quello che di fatto può essere definito il primo confronto salvezza contro il “nuovo” Genoa di Rolando Maran. Male la difesa, subito decisivo Riviere

Riviere gol Crotone

di Fabio Benincasa
CROTONE
Male, anzi malissimo la prima. Il Crotone stecca al ritorno in Serie A in quello che di fatto può essere definito il primo confronto salvezza contro il “nuovo” Genoa di Rolando Maran. Difesa sempre in difficoltà, centrocampo fiacco e con pochi muscoli al servizio della fantasia di Cigarini, regista designato in assenza di Benali e in attesa di possibili rinforzi dal mercato. Sorride a metà solo l’attacco rossoblù con Riviere appena arrivato in Calabria e subito titolare e in gol alla prima nel massimo campionato italiano. Non pervenuto il suo compagno di reparto Simy, lo scorso anno capocannoniere in B e titolarissimo di Stroppa. 4 gol subiti figli di clamorose disattenzioni della retroguardia pitagorica che ha vissuto un pomeriggio nero, continuamente bombardata dalle pericolose azioni offensive del Genoa, trascinato da un Destro che pare finalmente ritrovato e dalle buone prestazioni di Pandev e Pjaca.

DIFESA DA RIVEDERE Alta e quasi sempre preda delle ripartenze avversarie, la retroguardia rossoblù nel primo tempo soffre e concede tre gol ai padroni di casa. Golemic e Mazzotta sul centro-sinistra sono quasi sempre fuori posizione e la loro confusione finisce per facilitare il compito degli attaccanti genoani. Marrone è il regista basso della squadra, ma non un difensore puro ed in più di un’occasione va in difficoltà. A lui Stroppa non chiede di eseguire alla perfezione i compiti di marcatura ma il tecnico deve necessariamente mettergli al fianco due martellatori coriacei in grado di colmare le lacune del compagno di reparto. L’argentino Lisandro Magallan, anche lui all’esordio, almeno nelle intenzioni avrebbe dovuto tallonare gli avversari e stoppare le sortite offensive del grifone ma nei fatti è stato travolto dall’uragano genoano, costato all’ex Ajax un brutto voto in pagella. Insomma una gara da matita blu e sull’organizzazione difensiva Stroppa dovrà necessariamente lavorare in fretta in vista del prossimo match casalingo che vedrà i suoi ospitare il Milan di Ibrahimovic.

CENTROCAMPO SENZA BENALI Cigarini parte bene e striglia in più occasioni i compagni troppo fiacchi e quasi spenti di fronte ad avversari in cerca di riscatto dopo un’annata complicata. Il 34enne però fatica anche per via di una condizione fisica precaria che ancora non gli consente di esprimersi al top. Zanellato non gioca una buon match e le gambe forse tremano un po’ quando l’ex Milan si ricorda di essere un esordiente. Meglio Messias che in qualsiasi parte del campo è presente e pericoloso. Sue alcune conclusioni dalla distanza, sue le giocate strappapplausi nel vuoto del “Ferraris” colmato dai mille tifosi presenti. Il brasiliano a differenza di Zanellato non sente la pressione, gioca, diverte e si diverte ed a fine gara insieme a Molina ottiene i voti migliori. L’esterno destro merita un elogio per corsa e chilometri percorsi. I suoi cross sono sempre pericolosi ed è suo l’assist per il gol di Riviere.

RIVIERE SUBITO DECISIVO Tocca un solo pallone e lo manda dritto alle spalle di Perin. Una spaccata perfetta ad anticipare il diretto marcatore regala ad Emmanuel Riviere, la prima gioia in Serie A. Dopo aver trascinato il Cosenza alla salvezza, il 30enne realizza un gol da record avendo segnato in tre dei campionati top europei. Ligue 1, Premier League e ora Serie A. Nel pomeriggio buio del “Ferraris” ruba la scena ad un opaco Simy, il nigeriano non entra mai in partita ed anche il subentrato Kargbo gioca meglio di lui. Il mastodontico centravanti ha bisogno di qualche giornata per entrare in forma ma il palo colpito contro il Genoa resta l’unico squillo di 90 minuti anonimi. (redazione@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto