Gratteri ai lametini: «Aspetto ancora le vostre denunce» – VIDEO

Il procuratore capo della Dda di Catanzaro: «Non basta indignarsi contro la mafia ma bisogna prendere posizione»

LAMEZIA TERME «Lo scorso anno sono state arrestate a Lamezia Terme 170 persone su ordine della Dda di Catanzaro. Io ancora aspetto davanti alla mia porta o a quella del procuratore di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, di trovare persone pronte a denunciare un’estorsione subita». Davanti al numeroso pubblico che affolla e riempie la piazza nella quale Nicola Gratteri, a capo dell’antimafia a Catanzaro, il procuratore non mostra remore. Redarguisce anche chi applaude perché non cada nelle maglie di una antimafia di facciata. Anche nel libro che ieri ha presentato nel corso del festival Trame “Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale”, Gratteri e il professore Antonio Nicaso non fanno sconti, puntano il dito contro quelle classi sociali che da secoli camminano a braccetto con la ‘ndrangheta.
«Classi dotte quali medici, ingegneri, latifondisti, classe borghese o aristocratica hanno sempre avuto rapporti o hanno usato le mafie, le classi dirigenti lo hanno fatto per risolvere problemi e conflitti tra centri di potere che stanno sopra la nostra testa». «Negli ultimo 20 anni il rapporto si è ribaltato – ha detto Gratteri – perché oggi sul piano sociale, purtroppo, con amarezza vi confermo che sono i candidati, moltissimi candidati che vanno a casa dei capimafia e chiedono pacchetti di voti in cambio di appalti o di benefici. Salvo poi condannare la mafia con sdegno e costernazione quando si avvengono omicidi senza però fare il minimo cenno sul perché noi oggi abbiamo la mafia più ricca del mondo occidentale».

LE INDAGINI SONO UNA COSA SERIA Lo scorso anno al festival Trame, durante la presentazione di un altro libro a firma Gratteri/Nicaso, c’erano delle persone, parenti e sostenitori, con la maglietta bianca e la foto dell’avvocato Pagliuso che chiedevano giustizia per l’omicidio del giovane legale lametino. «Io dissi – ricorda Gratteri – abbiate pazienza». «Le indagini sono una cosa seria, che richiede tempo. Se ci sono le prove si arrestano le persone, altrimenti non si può fare. In questo caso noi riteniamo che ci siano le prove», dice riferendosi all’arresto di Marco Gallo, accusato di essere il killer di Pagliuso. «Quest’anno io non vedo le persone con le magliette bianche, vuol dire che abbiamo dato delle risposte concrete». «Vi dico queste cose perché io ancora sto aspettando i cittadini di Lamezia che subiscono estorsioni, che sono sotto usura, che subiscono vessazioni dalla ‘ndrangheta di Lamezia Terme. Li sto aspettando dietro la mia porta, o dietro quella di Salvatore Curcio». «Siete qui a battermi le mani, la piazza è stracolma ma non basta – ha detto Gratteri – non basta solo indignarsi contro la mafia, dovete prendere posizione. Lo so, noi calabresi siamo un po’ paranoici, diffidiamo, non ci fidiamo, però penso che ad oggi vi abbiamo dato delle risposte concrete. Ancora vi sto aspettando».





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