Suona la campanella ai Licei. «La vera sfida è lasciare il Covid fuori dalla scuola» – VIDEO

Il dirigente scolastico del polo liceale di Rossano Antonio Pistoia si fa trovare pronto. «Abbiamo lavorato duramente tutta l’estate per consegnare a studenti e insegnati una scuola sicura. Ma dobbiamo fare i conti con le cattedre ancora non assegnate e la penuria nei sostegni»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO La scuola “scandita” dai tempi del Covid. C’erano una volta assembramenti di ogni tipo, il baretto sotto scuola seduti in dieci in un tavolino da quattro, i motorini sguscianti nel traffico e i dirigenti scolastici asserragliati nella loro presidenza, quasi indifferenti al primo giorno di scuola ed alla rivoluzione interiore di un ragazzino di tredici anni che si affaccia per la prima volta alle scuole superiori. L’emergenza sanitaria ha scardinato (tutte le belle) abitudini, messo quasi paura, seppur inconscia perché si sta sempre troppo “vicini-vicini”. Tutti con le mascherine, ma non mancano quelli che si sentono supereroi inscalfibili, quasi a sfidare il Covid come Ibrahimovic, con il dispositivo sul gomito, all’ultima “moda”. La stragrande maggior parte, però, è ossequiosa delle regole.
Il dirigente scolastico è in prima fila ben prima che suoni la campanella. Insieme a qualche professore ed al personale Ata, regola l’ingresso scaglionato, scruta, si impegna affinché tutto fili liscio, perché la preoccupazione di un’infezione è sempre dietro l’angolo.
A Rossano il polo liceale – Scientifico, Classico, Artistico, Linguistico – è pronto. Oggi ha aperto battenti in tranquillità, con tutti le misure suggerite dai ministeri, fra distanziamenti, banchi mono-alunno, disinfettanti per le mani in ogni angolo ed anche una sala sanitaria (Covid) attrezzata in caso di emergenza. Non manca un registro su cui annotare – per i grandi – chi ed a che ora entra e quando esce.
Il preside Antonio Pistoia è scrupoloso, gestisce 1200 studenti suddivisi in due plessi, uno che accoglie i Licei Scientifico, Artistico e Linguistico, l’altro a Rossano Alta, sede dello storico Liceo Classico “San Nilo”.
La scommessa, tutta vinta, era farsi trovare pronti non solo al primo giorno di scuola, ma rispetto a tutti gli interventi previsti. Ed allora ecco i percorsi segnalati, anche nelle classi con il posizionamento dei banchi ad un metro l’uno dall’altro ed a due dalla cattedra e l’ingresso scaglionato tra prima e seconda ora per le prime classi e quelle restanti, già aduse alla struttura. Il plesso che accoglie Scientifico, Linguistico e Artistico è immenso, non ci sono problemi di spazio ma di docenti.
In questa sorta di “ristrutturazione” della scuola, come spiegherà il preside, ne mancano una decina, più alcuni di sostegno che costringeranno Pistoia ad attingere direttamente dalle graduatorie.
«SIAMO PRONTI MA MANCANO DOCENTI» «La scuola – ha spiegato il dirigente scolastico del polo liceale, Antonio Pistoia – si è organizzata nel rispetto dei requisiti richiesti dal ministero. Quest’estate docenti e non docenti hanno lavorato continuamente per garantire a tutti la massima sicurezza, il distanziamento sociale fra studenti e fra studenti e insegnati. Abbiamo differenziato gli ingressi e differito le entrate in questo primo giorno di scuola per evitare assembramenti».
La battaglia vera, insiste Pistoia, «è che il coronavirus rimanga fuori dalla scuola e noi stiamo facendo di tutto per garantirlo. Ci apprestiamo a vivere un anno molto particolare, pur senza dimenticare il ruolo della scuola che è trasmettere conoscenza, con un occhio di riguardo alla sicurezza sanitaria».
Come in molti istituti superiori della provincia di Cosenza, anche al polo liceale di Rossano mancano docenti. «Non siamo a pieno regime – ha specificato Pistoia – e la pianta organica non è al completo a causa dei soliti ritardi, le continue rettifiche nelle assegnazioni provvisorie dell’Ambito territoriale. Mancano anche cattedre di insegnamenti importanti e i docenti di sostegno e per questo abbiamo iniziato a orario ridotto, ma recupereremo. Se entro oggi non arriveranno, sarò costretto a nominare supplenti perché devo garantire il diritto allo studio, ad iniziare dagli studenti che ne hanno più bisogno».
Ad oggi il polo liceale può contare su 110 insegnati. A questi andrebbero aggiunte una decina di cattedre oltre al sostegno «grazie al quale copriamo solo 4 studenti nel rapporto uno a uno. Mancano gli altri due rapporti uno a uno e sette rapporti uno a due. Proverò – conclude il preside – a coprire queste supplenze da subito».
Insomma, tra emergenze sanitarie e carenze d’organico, studenti, insegnanti e dirigente, non dimenticheranno presto il primo giorno di scuola dell’era Covid. (l.latella@corrierecal.it)





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