Nella “città unica” Forza Italia si divide in due

Strano caso per il partito azzurro. I rossanesi pronti a sostenere Graziano, mentre i coriglianesi hanno già scelto Promenzio. Scoppia il caso. Ma i leader del partito per adesso stanno in silenzio

CORIGLIANO ROSSANO Lo strano caso di Forza Italia. In epoche di fusione, la più grande ed importante in Italia – al momento – come quella di Corigliano Rossano, suona strano che vi siano soggetti politici di una ormai unica città, in dissonanza totale. Non che siano l’unico caso, come quello fornito dal Movimento Cinque Stelle, con i meetup da sempre divisi anche sul fronte fusione con i coriglianesi contrari e i rossanesi a favore.
Ma la strana combinazione, appunto, degli azzurri berlusconiani della città “nuova”, supera anche loro. Perché se i pentastellati sembrano convergere su un unico candidato a sindaco, i forzisti coriglianorossanesi pare stiano dando vita ad una vera e propria diaspora.
Vero è che i circoli di origine sono due, quello di Rossano e quello di Corigliano. Altrettanto vera, però, sembra essere l’ipotesi che circola sempre più insistente in città, secondo la quale la costola berlusconiana di Rossano potrebbe andare a rinforzare le truppe a sostegno della candidatura dell’ex consigliere regionale Giuseppe Graziano, mentre quella coriglianese, invece, ha ormai scelto l’ortopedico Gino Promenzio. Il quale, con la coalizione “Civico e Popolare” non è disposto ad ospitare simboli di partito, compreso il “suo” Partito democratico. A questo punto il classico tricolore obliquo potrebbe essere custodito dal circolo rossanese del coordinatore Guglielmo Converso e fare bella mostra di sé nella coalizione a sostegno di Graziano.
In tutto questo bailamme, riecheggia, rimbomba il silenzio assoluto dei livelli superiori del partito azzurro. Come se si attendesse sulla sponda del fiume per poi fare i conti alla fine. Silenzio giunge dal coordinatore provinciale Gianluca Gallo, non propriamente un amico di Graziano – anche lui con un passato forzista – dopo l’arcinoto ricorso per il seggio in consiglio regionale, silenzio giunge dalla coordinatrice regionale Jole Santelli.
Insomma, l’impressione in città è che i più alti in grado stiano lasciando fare ai gerenti del partito locali, compreso quel Gioacchino Campolo, coordinatore berlusconiano della costola coriglianese, oggi sostenitore di Promenzio e disposto a schierarsi senza simbolo in “Civico e Popolare”. E che, come accennato, i conti si faranno alla fine perché non vi è alcuna voglia – oggi – di inquinare il voto alla “vigilia” delle prime amministrative della storia di Corigliano Rossano con rotture e cambiamenti eclatanti, non vi è ombra di dubbio.
Potrebbero cadere teste, ribaltarsi poltrone e nel gioco delle parti che porterà ad un riordino, ma solo dopo il voto amministrativo del 26 maggio, a rischiare sembrano essere più i vertici coriglianesi, troppo autonomi rispetto alle dinamiche forziste.

Luca Latella
redazione@corrierecal.it







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