«Il reddito di cittadinanza dà nuova speranza ai calabresi»

Il sottosegretario all’Interno Sibilia a Catanzaro: «Alternativa a politica e ‘ndrangheta è lo Stato». Sugli scioglimenti dei Comuni: «Obiettivo del governo è azzerarli». E su Lamezia non esclude l’impugnazione della sentenza del Tar del Lazio

di Antonio Cantisani
CATANZARO La nuova speranza per la Calabria è una linea che passa dal reddito di cittadinanza e anche dal messaggio per cui adesso il politico che stringe patti scellerati e “acchiappa voti” con la ‘ndrangheta finisce dritto in galera e «buttiamo via la chiave». Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, uno dei big del Movimento 5 Stelle, punta su questi due concetti per misurare in concreto il cambiamento che «il governo del cambiamento vuole realizzare in Calabria», prima tappa del suo “prefettour” – gioco di parole suo copyright – «perché – esordisce Sibilia – questo è un territorio inespresso, che può dare tantissimo al Paese».

«ATTENZIONE FORSENNATA VERSO LA CALABRIA» Sibilia conclude la sua visita nella regione nella prefettura di Catanzaro, dove ha fatto il punto della situazione con il prefetto Francesca Ferrandino e con i vertici delle forze dell’ordine a livello provinciale ribadendo che «da parte di tutti noi c’è un’attenzione forsennata, totale, per quello che riguarda la legalità, ma non dobbiamo pensare questa terra come qualcosa che non è: c’è un fenomeno, la ‘ndrangheta, che deve essere attenzionato, eliminato e scrostato da quelle che sono delle contaminazioni culturali, rispettando la democrazia e quanto di positivo esisto. Di questa regione – spiega il sottosegretario – se ne parla in nodo un po’ troppo negativo, quasi con un senso di abbandono, un senso di abbandono che questo governo vuole lasciare definitivamente alle spalle. Ho incontrato realtà positive, esempi positivi di come beni della criminalità organizzata oggi hanno una vera e propria funzione sociale».

«OBIETTIVO ZERO SCIOGLIMENTI» Al centro delle riflessioni, il tema dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose, oggetto di numerose proposte normative. “L’obiettivo del governo – sostiene il sottosegretario all’Interno – è che gli scioglimenti arrivino a zero: forse è un’utopia, ma dobbiamo andare assolutamente in questa direzione e raggiungere l’obiettivo di questo cambiamento culturale. Ci sono una serie di misure che il governo ha messo in piedi per ridare fiducia e speranza alla Calabria e a tutti i territori vessati dalla criminalità organizzata: fatti, non chiacchiere come invece si è sempre fatto in passato. Qualcuno – ricorda Sibilia – dice che in alcune terre la criminalità organizzata può controllare anche il 30% dei voti. Oggi sono qui con un risultato fondamentale del governo del cambiamento, un segnale importante con l’approvazione della modifica dell’articolo 416 ter, che dice che se un politico fa accordi con la criminalità organizzata prendendosi quei voti e viene scoperto, quel politico va in galera e buttiamo la chiave. Questo deve essere il messaggio che deve arrivare ai cittadini di tutt’Italia e in particolare della Calabria. Dobbiamo pulire la politica dalle infiltrazioni, purtroppo la vecchia politica alle volte si è anche seduta con la ‘ndrangheta, ma oggi si va in un’altra direzione».

«LAMEZIA RESTA SOTTO OSSERVAZIONE» Sul Comune di Lamezia Terme, reintegrato nei suoi organi elettivi dopo l’annullamento dello scioglimento, il sottosegretario dice che «c’è ancora un ragionamento da fare, penso che ci potrebbero essere anche azioni in seguito. Comunque, la situazione è monitorata dalla prefettura. In generale dico che quando c’è un accesso vuol dire che c’è qualcosa che non è esattamente cristallina. Anche la sentenza del Tar non dice esattamente che è tutto a posto o fa gli applausi: ci sono dei fattori problematici, che devono essere attenzionati». Rispondendo alla domanda sulla possibilità di un’impugnazione della sentenza di annullamento dello scioglimento del Comune lametino, Sibilia dice più di quello che non dice: «Non posso rispondere per chi ha realizzato l’accesso, ma chiaramente non posso escluderlo».

«A PRESTO DECRETO PER LA SANITÀ» Anche sulla sanità il sottosegretario conferma la “linea dura” del governo ma si mantiene sulle generiche: «Stiamo anzitutto lavorando con gli strumenti che ci sono oggi: immaginiamo subito un plotone di esperti. Questo ci permette di individuare persone che hanno già avuto esperienze nella gestione manageriale di un’azienda sanitaria per uscire fuori da crisi di infiltrazioni. Ovviamente – spiega Sibilia – c’è un decreto allo studio che ci deve dare la possibilità di imparare dagli errori del passato, e superare alcuni limiti. Mi auguro che possa essere pronto il prima possibile: io lo immaginerei anche con aspetti più ampi. Su questo ovviamente ci sta lavorando il ministro Grillo, non ho anticipazioni ulteriori da fare rispetto a quelle già fatte dal ministro».

«CON NOI MAI PIÙ CASI CARIDI…» Ma il sottosegretario, affiancato in conferenza stampa dai parlamentari del Movimento 5 Stelle Silvia Vono e Giuseppe D’Ippolito, intende soprattutto marcare un prima e un dopo nell’approccio ai temi della lotta alla ‘ndrangheta e alla mafia. “Nello “Spazzacorrotti’”obblighiamo tutti i partiti politici ad avere liste pulite e a comunicarle con trasparenza: questo obiettivo l’abbiamo messo in una legge, ma dev’essere nel Dna della forza politica che si propone come alternativa legale. Non possiamo pensare che la soluzione sia sempre la legge. Oggi qui in Calabria vogliamo dare il messaggio chiaro di uno Stato coeso che ha questo obiettivo. In passato avete sentito di governi con scandali che parlavano chiaro. Noi abbiamo buttato fuori il senatore Caridi nella passata legislatura, oggi queste cose evidentemente non accadono più perché qualcosa sta cambiando. Noi abbiamo introdotto uno standard diverso all’interno della politica. Questo – prosegue Sibilia – deve essere il messaggio chiaro: da oggi, da quando a mio avviso si è insediato questo nuovo governo, ci sono standard diversi che anche nel futuro contamineranno per sempre il modo di fare politica. Il cittadino oggi, forse, ha sotto i suoi occhi la prova provata che è possibile riuscire a realizzare il cambiamento, delle cose, per esempio essere opposizione nel 2005 con l’1,3% e poi arrivare al governo senza fare accordi con la criminalità organizzata. Questo è il messaggio chiave che dobbiamo mandare soprattutto ai giovani calabresi: i giovani calabresi di altissimo a qualità li trovi in tutt’Italia, a Roma, nei ministeri, ma non in Calabria».

LA SPERANZA REDDITO DI CITTADINANZA È qui che secondo Sibilia si innesta la svolta impressa a suo dire dal governo a trazione penstastellata: «È fondamentale la misura del reddito di cittadinanza, che oggi dà una nuova speranza, un nuovo patto sociale e lavorativo per i calabresi. E’ uno sblocco alternativo a tutto quello che viene offerto qui, dove o vai a bussare dal politico per farti dare una raccomandazione o vai direttamente nelle mani della criminalità organizzata. C’è una terza via, che dice che lo Stato è meglio: scegliete il patto con lo Stato, il patto che vi permette di avere una retribuzione e potervi reinserire nella società. Questo – conclude il sottosegretario all’Interno – dev’essere il primario interesse che dobbiamo comunicare ai cittadini calabresi e italiani. Siccome abbiamo messo 7 miliardi su questo, vorrei che a fine mese i 101mila nuclei familiari potenziali beneficiari in Calabria abbiano fatto richiesta della misura».







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