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Come affrontare un terremoto in riva allo Stretto

SCILLA Grandi manovre della Protezione civile in riva allo Stretto. Questa mattina i comuni di Scilla, Villa San Giovanni e Bruzzano hanno ospitato le esercitazioni sul rischio sismico del corpo gu…

Pubblicato il: 26/11/2011 – 13:16
Come affrontare un terremoto in riva allo Stretto

SCILLA Grandi manovre della Protezione civile in riva allo Stretto. Questa mattina i comuni di Scilla, Villa San Giovanni e Bruzzano hanno ospitato le esercitazioni sul rischio sismico del corpo guidato da Franco Gabrielli. Tutte le operazioni sono state coordinate dalla prefettura di Reggio. Evidentemente i disastri causati dall’ultima ondata di maltempo in Calabria hanno fatto alzare il livello di allarme. Imponente il dispiegamento di mezzi soprattutto a Scilla. Qui i volontari hanno simulato un terremoto in zona Oliveto, lungo un litorale troppo spesso interessato da frane e smottamenti. Il test aveva l’obiettivo di saggiare la capacità di intervento di tutte le squadre di soccorso. La zona è stata chiusa al traffico per permettere la simulazione di attività di recupero e aiuto messe in atto con l’ausilio di elicotteri, sommozzatori, squadre di pronto intervento e scalatori. Oltre ai membri della Protezione civile, al test hanno infatti partecipato carabinieri, polizia di stato, Guardia costiera, Croce rossa e i rocciatori del soccorso alpino e della guardia di finanza. Un`esercitazione utile per tastare la reale capacità di risposta ai disastri naturali in una provincia – e in un paese – che deve fare i conti con un dissesto idrogeologico che minaccia costantemente l’incolumità degli abitanti, soprattutto in occasione di nubifragi come quelli dei giorni scorsi. Per dare un’idea della gravità della situazione nel comune della Costa viola, basti ricordare quanto avvenuto nel gennaio 2009, quando Scilla, a causa delle frane causate dal maltempo, rimase isoltata per giorni, con l’autostrada e le provinciali completamente bloccate. La location, dunque, non poteva essere migliore. Ma non mancano le perplessità. Perché l’esercitazione di oggi ha riguardato esclusivamente gli addetti ai lavori, senza che fosse accompagnata dall’illustrazione di un piano di evacuazione per gli abitanti nell’ipotesi di una calamità naturale. Della serie: in caso di terremoto noi sappiamo come intervenire, voi arrangiatevi. Ne è consapevole il consigliere comunale Antonio Santacroce, che ricorda: «Il piano di evacuazione comunale esiste ed è stato approvato nel 2004. Il guaio è che quasi nessuno lo conosce. È nostra intenzione pubblicizzarlo affinché i cittadini sappiano come comportarsi in eventi del genere». «Quella di oggi – continua Santacroce – è comunque una esercitazione utile che può contribuire allo sviluppo di un nuovo senso civico».

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