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Edilizia sociale, il caso finisce in Parlamento

CATANZARO Finirà nell`aula di Montecitorio la vicenda del bando sull`edilizia sociale regionale. A portarla all`attenzione dei deputati, Franco Laratta, esponente calabrese dei democrat. Una storia…

Pubblicato il: 03/03/2012 – 20:15
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Edilizia sociale, il caso finisce in Parlamento

CATANZARO Finirà nell`aula di Montecitorio la vicenda del bando sull`edilizia sociale regionale. A portarla all`attenzione dei deputati, Franco Laratta, esponente calabrese dei democrat. Una storia, quella dell`edilizia sociale, che sembra assomigliare sempre di più ad un telefilm: un bando la cui graduatoria era stata prima promulgata, poi annullata e, infine, ripubblicata, ovviamente, con nuovi beneficiari da parte della Regione Calabria. Una vicenda che ha registrato anche l`intervento del Tribunale amministrativo regionale della Calabria che ha provveduto ad annullare l`ultima graduatoria e ripristinare quella precedente. Una vera e propria babele che ha provocato una miriade di reazioni. L`ultima solo in ordine di tempo quella, appunto, di Laratta e in controreplica alla stilettata dell`assessore regionale ai Lavori pubblici nonché autore della contestatissima decisione di revocare la graduatoria, Pino Gentile. Nel pomeriggio l`esponente della giunta regionale aveva definito il deputato democratico «uomo facile ai comunicati» e difeso l`operato del suo dipartimento. «L`assessore Gentile – attacca Laratta – è in piena confusione. Ma oltre ad essere sprezzante, è anche pericoloso per imprese e per i calabresi». Per questo annuncia, appunto, un`interrogazione al presidente del Consiglio Monti e al ministro delle Infrastrutture e Lavori pubblici Passera «se non si ritenga opportuno attivare un controllo specifico al fine di verificare la correttezza e la trasparenza degli atti relativi alla prima e seconda graduatoria di imprese in ordine ai bandi concorso (legge 36 Regione Calabria) per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione o in proprietà, emanati dal dipartimento lavori pubblici della Regione». Ma l`esponente democrat intende anche comprendere «se non si intenda verificare la sussistenza delle dichiarazioni dei giorni 1 e 3 marzo 2012 rese alla stampa dall`assessore Giuseppe Gentile in cui afferma che “il bando della legge 36 è stato revocato dopo un`attenta valutazione giuridica e tecnica”» e «quali siano gli aspetti “giuridici e tecnici” che hanno spinto l`assessore ai Lavori pubblici della Regione a revocare il bando emanato a marzo del 2009 e non come erroneamente riporta il Gentile “in campagna elettorale”». Ma non solo. Laratta chiede anche «di accertare la presenza di imprese riconducibili a esponenti politici calabresi e se vi siano o meno conflitti di interessi» e, inoltre, «se non si ritenga una “forzatura”, sebbene nelle more, l`iniziativa intrapresa dall`assessore Gentile di inviare le lettere dei decreti ai beneficiari e il perentorio invito alle imprese che “devono aprire i cantieri entro 180 giorni”, quando il Consiglio di Stato – cui la stessa Regione ha chiesto appello dopo che il Tar Calabria aveva stabilito la correttezza amministrativa del bando precedente del 2009 e ripristinato la vecchia graduatoria – ha fissato la decisione di merito al 23 ottobre del 2012″, quindi tra 10 mesi».
«Vorremmo capire – afferma Laratta – cosa spiegherà Gentile a quelle imprese da lui invitate ad aprire i cantieri nel caso di una conferma della decisione del Tar Calabria da parte del Consiglio di Stato che ripristinerebbe la vecchia graduatoria». Non solo. «Nel caso di una improbabile vittoria, Gentile è sicuro che la nuova graduatoria divenga o meno inoppugnabile, come scrive il Consiglio di Stato rinviando la decisione nel merito? Un dato è certo: la confusione della giunta Scopelliti e dell`assessore Gentile, che meriterebbe, con tutto il rispetto per la persona, una cura di fosforo. In questo quadro balzano e incerto, è meglio che a chiarire e accertare tutto siano governo e ministero».

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