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Il pentito di `ndrangheta: «Droga ed escort per magistrati, politici e forze dell`ordine»

Non ha fatto nomi (a parte quello di un magistrato defunto), ma le sue parole potrebbero far esplodere una bomba. Carmine Alfano, un pentito finora ritenuto attendibile e che ha dato un impulso all…

Pubblicato il: 06/03/2012 – 18:23
Il pentito di `ndrangheta: «Droga ed escort per magistrati, politici e forze dell`ordine»

Non ha fatto nomi (a parte quello di un magistrato defunto), ma le sue parole potrebbero far esplodere una bomba. Carmine Alfano, un pentito finora ritenuto attendibile e che ha dato un impulso all`operazione “Santa Tecla”, sta rivelando ai magistrati retroscena a base di escort e cocaina. Riservati, le donne e la droga, non ai picciotti dei clan coriglianesi, ma a magistrati, uomini delle forze dell`ordine, politici e professionisti. Nei fascicoli ci sono riferimenti ancora da riscontrare, ma il quadro descritto dal collaboratore di giustizia è di quelli che fanno tremare. Alfano parla di un night club, aperto nel 2002 e frequentato da magistrati, dove si prostituivano ««donne provenienti tutte da Napoli e avevano contatto con (…) non si trattava di donne costrette al meretricio ma di prostitute, almeno per quanto ho potuto constatare personalmente, che guadagnavano bene per il lavoro che facevano». Alfano dichiara che uno degli imputati, Maurizio Barilari, attualmente detenuto in regime di 41bis, tramite un notaio, metteva «delle donne a disposizione di magistrati che lavoravano a Rossano». Nessun nome, almeno per il momento, anche se il pentito si dice pronto a riconoscere i giudici se li vedesse in foto.
Alcuni ricordi sono più nitidi: «In particolare – fa mettere a verbale – ricordo che, in più occasioni, ho portato donne a un magistrato alto più o meno un metro e sessantacinque, con capelli radi e brizzolati». Avrebbe poi ascoltato il gestore del night riferire a Barillari di alcuni pm abituè del locale «i quali non solo frequentavano il locale ma non pagavano, in una occasione ricordo che il giudice (…) venne trovato all`interno del locale nel corso di una perquisizione effettuata dai carabinieri».
Uno scenario incredibile, ripreso anche dalle pagine de “Il Giornale” e, successivamente dal sito “Dagospia”. Non solo droga e sesso, ma anche costosi regali. E ville in omaggio, ottenute grazie alle soffiate alle aste al tribunale di Rossano: «Per quanto mi ha riferito (…) aveva regalato una villa al presidente del tribunale di (…). Cioè aveva acquistato un terreno dove c`era una vecchia casa che aveva ristrutturato proprio al fine di regalarla al presidente del tribunale di (…). In più occasioni (…) mi ha intimato di “guardare” questa abitazione in modo tale da evitare che, specie gli extracomunitari, potessero fare danni. Sempre (…) mi ha intimato di impedire gli scarichi di materiale di riporto sul retro dell`abitazione del presidente (…). Non mi ha spiegato il motivo per il quale (…)ha regalato l`abitazione al presidente (…)».
A tirare fuori i verbali è stato Salvatore Sisca, difensore di Barilari. Che si chiede: «Come mai il pentito viene ritenuto attendibile quando parla di presunti associati mafiosi mentre le sue parole restano lettera morta quando accusa magistrati, uomini in divisa, professionisti e notai?».

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