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“Ragli pour femme”: la follia rivoluzionaria del non-luogo

RENDE Continua al Piccolo teatro Unical la rassegna Last minute curata da Libero Teatro e Teatro Rossosimona. Mercoledì 21 marzo alle 20,30  la Compagnia Ragli porta in scena “Ragli pour femme” con…

Pubblicato il: 19/03/2012 – 11:35
“Ragli pour femme”: la follia rivoluzionaria del non-luogo

RENDE Continua al Piccolo teatro Unical la rassegna Last minute curata da Libero Teatro e Teatro Rossosimona. Mercoledì 21 marzo alle 20,30  la Compagnia Ragli porta in scena “Ragli pour femme” con Dalila Cozzolino e Laura Garofoli (testo e regia Rosario Mastrota, ?musiche originali Gianfranco De Franco).
“Ragli pour femme” mette in scena un non luogo ma non un non senso.? Non luogo è prima di tutto opposizione alla realtà, ma non necessariamente irrealtà. Dunque un luogo definibile ma non definito, il luogo che ogni vera poesia preferisce. Il luogo che ogni teatro ospita. ?In “Ragli pour femme”, però, si va oltre la “chiacchierata“ opposizione realtà-irrealtà: utopia è il contrario di topia, della situazione normale. Utopia è situazione-limite, stravolgimento della topia: è allora anche rivoluzione. Quella di Dedda e Lalla è, a suo modo, una rivoluzione. Il fuori è sterile, monco. La bellezza del gioco, o forse della follia, è salvezza dai “ragli“, da chi sta fuori. Da chi non vede più, da chi non gioca più, da chi non si stupisce più, da chi non sa ridere, da chi «ha preso tutte le pillole».
Dedda e Lalla scelgono di essere átopos: senza luogo o fuori luogo, estranee, strane, straordinarie. Dallo “straniero“ viene allora la possibilità di essere-altro; ma allontanandosi dalla normalità, dall`essere normale, dall`essere assolutamente, Dedda e Lalla non perdono il loro centro. Il dialogo le salva. In quel luogo fatto solo da un io e da un tu, in quel luogo non-luogo che le strappa al silenzio, “l`eccentricità“ si trasforma e ritorna, è sempre diversa: l`io attraverso il tu si comprende in modo differente e va sempre al di là di sé, come nel gioco.?Consapevoli di questo Dedda e Lalla usano il gioco per marcare la soglia di ciò che è consueto, ordinario, normale da ciò che è inusuale, anormale. E da dove viene il gioco se non dallo stupore? Qualcuno, i ragli, potrebbe chiamare tutto questo follia, o addirittura non-senso.
Ingresso: 8 € intero (5 ridotto, per tesserati, studenti con libretto e minori).

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