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Clan e Lega, al via gli interrogatori

REGGIO CALABRIA Sono cominciati a Milano gli interrogatori di alcuni degli indagati nelle inchieste coordinate dalla Dda di Reggio Calabria e dalle Procure di Milano e Napoli tra i quali figura il …

Pubblicato il: 04/04/2012 – 11:45
Clan e Lega, al via gli interrogatori

REGGIO CALABRIA Sono cominciati a Milano gli interrogatori di alcuni degli indagati nelle inchieste coordinate dalla Dda di Reggio Calabria e dalle Procure di Milano e Napoli tra i quali figura il tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato sentito l`avvocato Bruno Mafrici. A condurre l`interrogatorio è stato solo uno dei pm che coordinano le indagini e che poi passerà le informazioni ai colleghi delle altre Procure. Questo per evitare inutili sovrapposizioni o ripetizioni. Sull`esito dell`interrogatorio, al momento c`è uno stretto riserbo. Mafrici, originario di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), ma trapiantato a Milano dove ha lo studio, secondo quanto si è appreso, non era mai finito direttamente in un`inchiesta della magistratura reggina, ma il suo nome era stato lambito da alcune indagini per via di presunti contatti con elementi a loro volta legati ad ambienti criminali della città. Oggi potrebbe essere sentito anche Paolo Scala, ritenuto il promotore finanziario del gruppo dell`imprenditore veneto Stefano Bonet, entrambi al centro dell`inchiesta. Scala ieri era a Cipro ma oggi potrebbe rientrare in Italia. Al momento non è stato ancora deciso se sentire subito anche Belsito. Una valutazione che sarà fatta nelle prossime ore.
Intanto, sul fronte reggino, l`attività degli investigatori, seguita dal pm della Dda Giuseppe Lombardo che si trova ancora a Milano, è dedicata in queste ore all`inizio della visione del materiale sequestrato e alle copie informatiche delle migliaia di documenti nelle memorie dei computer degli indagati. Proprio Lombardo, nel palazzo di giustizia del capoluogo lombardo, ha affermato: «Siamo fiduciosi, capire il sistema non sarà agevole anche se confidiamo in risultati rapidi». Il pm reggino, che ha sentito Daniela Cantamessa, una delle segretarie di Bossi convocata dai magistrati come testimone, riferendosi alle perquisizioni ha solo spiegato che non si è ancora avuto modo di capire se la documentazione sequestrata sia utile o meno per proseguire le indagini, ribadendo di «essere fiducioso» in relazione alla tranche investigativa di cui si sta occupando, che riguarda il fronte relativo alla `ndrangheta.

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