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Tavolo Massicci, tensione sulla Fondazione Campanella

La riunione del tavolo Massicci regala alla Regione Calabria qualche sorriso ma anche diversi motivi di preoccupazione. Partiamo dalle note liete: secondo quanto riferisce lo staff del presidente Sco…

Pubblicato il: 04/04/2012 – 21:00
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Tavolo Massicci, tensione sulla Fondazione Campanella

La riunione del tavolo Massicci regala alla Regione Calabria qualche sorriso ma anche diversi motivi di preoccupazione. Partiamo dalle note liete: secondo quanto riferisce lo staff del presidente Scopelliti, è stato « riconosciuto un miglioramento dei conti della sanità calabrese pari, in totale, a 53 milioni di euro rispetto al bilancio consuntivo del 2010». Inoltre, nel settore della spesa farmaceutica, di quella per l’acquisto di beni e servizi e del contenimento della spesa sul personale, sarebbe stato ottenuto un risparmio di 28 milioni di euro. Inoltre, secondo quanto sostiene il governatore, «la Regione potrà, già dai prossimi giorni, fare richiesta scritta per l’accesso ai fondi Fas ed ottenere un ulteriore corposo finanziamento sulla premialità».
Fin qui, dicevamo, i motivi per stare allegri. Certo, nel corso del confronto con i tecnici ministeriali non sono mancati i momenti di tensione. Durante la discussione pare siano stati ancora una volta evidenziati ritardi in ordine alla riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese secondo quanto previsto dal decreto 106 (ex decreto 18) a firma del commissario Peppe Scopelliti. E sempre in tema di questioni da risolvere resta ancora un grosso punto interrogativo: il futuro della Fondazione Campanella.
Secondo la legge regionale 11/2009 la Fondazione avrebbe dovuto essere messa in liquidazione il 30 settembre 2011 per il mancato raggiungimento del riconoscimento quale Istituto di ricerca a carattere scientifico (Irccs). La Regione ha inteso superare tale paventata ma ormai certa eventualità, stante il mancato raggiungimento dell`obiettivo “Irccs”, emanando la legge che prevedeva, tra l`altro, il riconoscimento della stessa Fondazione quale ente di diritto pubblico con focalizzazione sull`attività prettamente oncologica.
Il Consiglio dei ministri ha sollevato dei profili di incostituzionalità in ordine a questa legge, così come avvenuto successivamente per la legge 50/2011 emanata proprio al fine di sanare i profili d`incostituzionalità sollevati nei confronti della norma precedente. In attesa di chiarire in modo definitivo la natura giuridica della Fondazione, il presidente della giunta, nella qualità di Commissario ad acta per l`attuazione del Piano di rientro, ha emanato nel dicembre 2011 il decreto 136, nel quale veniva, tra l`altro, previsto il rientro nella piena disponibilità dell`Azienda ospedaliera “Mater Domini” di quelle unità operative non coerenti con la mission del Polo oncologico, demandandone la regolamentazione ad un atto di intesa integrativo tra Regione e università, a tutt`oggi ancora non redatto. A ciò va aggiunto il successivo decreto, firmato sempre da Scopelliti, nel quale la Fondazione Campanella viene confermata tra le aziende sanitarie private con la riduzione a 35 posti-letto.
Nel corso della riunione sarebbe venuta fuori una profonda divergenza sul futuro della struttura tra lo stesso Scopelliti e il sub-commissario Luciano Pezzi. Pare che quest`ultimo abbia ancora una volta messo in guardia un po` tutti sulle procedure di assunzione di nuovo personale. Procedure che sarebbero in difformità rispetto alle prescrizioni di legge e del Piano di rientro, posto che i contratti stipulati in violazione del blocco automatico del turnover sono nulli.

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