Tragedia al porto di Vibo Marina, dopo l’autopsia su Domenico Campana si cercherà di ricostruire la dinamica dello scontro
Esami autoptici iniziati poco dopo le 12 e conclusi dopo circa due ore. Si passerà ora a valutare la cinematica dell’impatto: dalla velocità dei natanti al diritto di rotta
VIBO MARINA È indagato per omicidio nautico il professionista di Bologna, ma originario della Calabria, che lo scorso 14 agosto si trovava alla guida del gommone che si è scontrato con un’imbarcazione nel porto di Vibo Marina. Un incidente risultato fatale per Domenico Campana, il ragazzo di 25 anni di Mirto Crosia che si trovava a bordo della barca noleggiata insieme ai suoi amici. L’autopsia sul corpo della vittima è iniziata questa mattina, poco dopo le 12 e si è conclusa dopo circa due ore, con la Procura di Vibo che ha nominato come consulenti la dottoressa Isabella Aquila e il dottore Domenico Matteo Sacco. Il gruppo di giovani, originari del Cosentino, stava rientrando al termine di una giornata trascorsa lungo la Costa degli Dei, quando, per cause ancora da accertare, le due imbarcazioni si sono scontrate violentemente, squarciando la parte laterale della barca e colpendo in pieno il giovane, morto poco dopo a causa delle ferite riportate. L’altra ragazza coinvolta, Maria Francesca Mazza, è rimasta gravemente ferita ed è attualmente ricoverata in ospedale a Catanzaro.
Oggi l’autopsia
La Procura di Vibo Valentia ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa provvisoria di omicidio nautico, l’uomo alla guida del gommone. A condurre le indagini la Capitaneria di porto guidata dal comandante Guido Avallone su incarico della pm Viviana Punzo, che ha proceduto al sequestro delle imbarcazioni e sulle quali, oltre ai primi rilievi già effettuati, continuerà con gli accertamenti. Si attenderanno, però, gli esiti dell’autopsia, iniziata oggi poco dopo le 12. Per l’uomo alla guida del gommone, rappresentato dall’avvocato Simone Romano, è stata indicata la dottoressa Katiuscia Bisogni, mentre per la famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Giovanni Stagnaro, ci sarà come consulente il dottor Giovanni Gangale.
Al vaglio degli inquirenti la cinematica dello scontro
I periti avranno 60 giorni di tempo per depositare i risultati completi degli esami autoptici, che consentiranno di valutare anche ulteriori dettagli sulle cause della morte ed eventuali concause, comprese quelle legate ai tempi e alle modalità della catena dei soccorsi. La priorità della Procura è stata infatti quella di mettere al sicuro i rilievi biologici deperibili, consentendo così il successivo dissequestro della salma per la celebrazione dei funerali. Dal lato della difesa emerge prudenza sulle ricostruzioni circolate finora: una volta conclusa la fase medico-legale, l’attenzione si sposterà, indicativamente da settembre, sulla cinematica dello scontro. Con i natanti ancora sotto sequestro, si passerà ad analizzare le velocità dei due mezzi, il rispettivo diritto di rotta e il punto esatto dell’impatto, avvenuto poco prima delle 19:30, per stabilire se sia avvenuto all’interno del perimetro portuale o all’esterno. (m.russo@corrierecal.it)
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