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Gratteri: «Pubblica amministrazione piena di `ndranghetisti»

Le mafie «non sono un problema solo dell`Italia meridionale, sono presenti da almeno 40 anni in Lombardia e Piemonte, da venti in Liguria ed Emilia Romagna», mentre nel centro Italia sono «a macchi…

Pubblicato il: 21/04/2012 – 12:17
Gratteri: «Pubblica amministrazione piena di `ndranghetisti»

Le mafie «non sono un problema solo dell`Italia meridionale, sono presenti da almeno 40 anni in Lombardia e Piemonte, da venti in Liguria ed Emilia Romagna», mentre nel centro Italia sono «a macchia di leopardo» e «sono infiltrate anche in Europa e nell`America del Nord». E` l`analisi fatta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, durante un incontro pubblico ad Ancona.
Il fenomeno della penetrazione mafiosa è stato «accelerato» da quello che Gratteri definisce «il più clamoroso autogol della legislazione antimafia italiana, il soggiorno obbligato, in base al quale i capimafia venivano inviati in territori “vergini” per essere isolati della loro organizzazioni criminali e finivano invece per infestarli».
L`infiltrazione è particolarmente facile in questi tempi di crisi: «In un momento in cui le banche non danno più soldi – ha spiegato Gratteri – le mafie sono l`unico soggetto ad avere
liquidità. E così un piccolo imprenditore in difficoltà ha davanti a sé tre strade: fallire, rivolgersi a un usuraio, oppure fare entrare dei soci sconosciuti che sono dei prestanome e che portano denaro fresco. Lui pensa magari di far uscire questi ultimi nel giro di poco tempo. Ma è una pia illusione. E` successo così a un imprenditore umbro, che era convinto di liberarsi di questi soci in due anni. Invece sono stati i prestanome a dettare le regole e decidere la gestione dell`azienda. E il titolare si è ridotto ad avere un ruolo solo formale».
Gratteri si è soffermato anche sulla mutazione «generazionale» della `ndrangheta. «I capi hanno fatto studiare i figli, che sono medici, avvocati, ingegneri e occupano ruoli importanti nelle istituzioni: il risultato è che la pubblica amministrazione è piena di `ndranghetisti».

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