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Storia e leggenda tra i vicoli di Gerace

«Piena di palazzi bellamente situati, posta su uno stretto margine di roccia… Meravigliati da tanti panorami che si presentano da ogni lato; ogni roccia, Santuario o palazzo a Gerace sembravano ess…

Pubblicato il: 07/07/2012 – 12:54
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Storia e leggenda tra i vicoli di Gerace

«Piena di palazzi bellamente situati, posta su uno stretto margine di roccia… Meravigliati da tanti panorami che si presentano da ogni lato; ogni roccia, Santuario o palazzo a Gerace sembravano essere sistemati e colorati apposta per gli artisti… ». Così Edwar Lear in Diario di un viaggio a piedi (1847) descrive il suggestivo centro situato nel Parco nazionale dell`Aspromonte e segnalato dal Corriere della Sera tra i dieci borghi da visitare assolutamente. Il suo nome deriva dal greco Ierax “sparviero”. La leggenda narra, infatti, che gli abitanti della costa, in fuga dalle razzie a opera dei saraceni nel 915, siano stati guidati da uno sparviero verso i monti che dominano la zona di Locri fino al luogo in cui fondarono Gerace. Ecco perché sullo stemma comunale è rappresentato uno sparviero. In realtà sembra che le sue grotte fossero abitate sin dal Neolitico. Nel X secolo la cittadina divenne una roccaforte bizantina, con il nome di Santa Ciriaca, e fu tanto fortificata che resistette ai numerosi attacchi degli arabi. Durante la dominazione normanna, Gerace divenne un principato, e vide sorgere, nella zona più alta della città, uno splendido castello. Visitare Gerace, tra i borghi medioevali più belli d`Italia, significa avventurarvi nei vicoli che partono dalla piazza e offrono scorci panoramici, arricchiti di elementi architettonici, tipici del luogo, che lasciano a bocca aperta. La sommità del paese è rappresentata dallo spiazzo del Baglio dove è possibile ammirare il castello, ormai diroccato, che desta comunque meraviglia per l`imponenza della torre. Nello spiazzo antistante troviamo un altare dedicato a San Antonio, in suo onore un tempo il 23 agosto venivano fatte le “luminarie”: la gente dalle campagne che circondano Gerace accendevano grandi falò di fascine per celebrare il Santo. Entrare nella cattedrale regale intense emozioni: lo stile è romanico con tre navate che culminano con absidi, il transetto è sormontato da una cupola ottagonale, le colonne provengono dai siti archeologici della vicina Locri Epizephiri.?Dall`abside sinistra, la più corta, con una scala si scende nella cripta, una vera e propria chiesa nella chiesa, troviamo la cappella di San Giuseppe e la cappella Dell`Itria, particolarissima per le decorazioni con marmi colorati e per la cancellata in ferro che la chiude.?Se la porta è aperta è possibile uscire sulla piazza per ammirare quella che erroneamente viene considerata la facciata, A destra un arco nasconde la terza abside. In prossimità del centro abitato sono stati scoperti i resti di una necropoli che è testimone di tre diverse epoche. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce ceramiche del IX secolo a.C., corredi locali e di importazione risalenti al VII secolo a.C. e varie suppellettili di origine greca e italiota risalenti al VII secolo a.C.

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