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il riconoscimento

Dalla Calabria alla John Hopkins, la scienziata Sandra Misale vince il Premio Casato Prime Donne per la ricerca su Kras

Originaria di Palmi e oggi all’Università di Baltimora, ha lavorato sulle mutazioni del gene presenti in circa il 30% dei tumori umani

Pubblicato il: 17/08/2026 – 16:48
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Originaria di Palmi, ma oggi alla John Hopkins University di Baltimora, la scienziata Sandra Misale, di 41 anni, è la vincitrice del Premio Casato Prime Donne 2026 per il suo lavoro sulle mutazioni del gene Kras, presenti in circa il 30% dei tumori umani e coinvolte in alcune delle forme più aggressive, tra cui quelle del pancreas, del polmone e del colon. Il riconoscimento le sarà consegnato sabato 19 settembre a Montalcino (Siena), insieme con i premi giornalistici assegnati a Francesca Ciancio e Andrea Cuomo e con quelli destinati ai giovani coinvolti nei progetti dedicati a musica, arte, oreficeria e formazione. La giuria, presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha scelto Misale per un percorso scientifico dedicato allo studio dei meccanismi che regolano la risposta ai nuovi farmaci contro le mutazioni di Kras e per un metodo di ricerca fondato sulla collaborazione tra centri e gruppi di lavoro.

Dalla Calabria all’America

Il tema dell’edizione 2026, “Il sogno e/è la realtà”, trova nella carriera della ricercatrice un riferimento diretto. Laureata a Torino in biotecnologie molecolari, Misale ha proseguito la propria attività alla Harvard Medical School di Boston e al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, prima di trasferirsi alla Johns Hopkins University, dove dirige il Misale Lab. Fin dall’inizio della sua attività Misale si è concentrata sulle mutazioni di Kras, a lungo considerate difficili da colpire con terapie mirate. Il lavoro svolto con il suo gruppo ha contribuito a chiarire il funzionamento dei nuovi farmaci e i meccanismi che possono limitarne l’efficacia nel tempo. Le terapie sviluppate anche attraverso queste ricerche hanno portato, nel caso del tumore al pancreas, a un raddoppio dell’attesa di vita dei pazienti rispetto alle possibilità precedenti.

I benefici della ricerca

«I miei lavori assieme al mio team hanno portato alla luce aspetti fondamentali del funzionamento di questi nuovi farmaci, a tal punto da modificare studi clinici» ha spiegato Sandra Misale, aggiungendo che «il nostro lavoro ha permesso di capire come far funzionare meglio e più a lungo queste nuove terapie». Un altro elemento centrale del percorso della ricercatrice è lo sharing, cioè la condivisione di risultati, strumenti e conoscenze tra diversi centri di ricerca, in alternativa al modello dello scopritore isolato. “Voler primeggiare può andar bene” ha precisato Misale, sottolineando che «collaborare e aiutare, quando è possibile e quanto più possibile, può portare molto più lontano in termini di risultati».

I riconoscimenti

Il premio mantiene anche il proprio legame con Montalcino (Siena) e con la comunicazione del territorio e dei suoi vini. «Insieme al premio alla ‘Prima Donna’, esempio di un nuovo profilo femminile che contribuisce al futuro dell’umanità, è importante valorizzare chi fa conoscere il territorio e i vini che fanno di Montalcino un esempio virtuoso» ha spiegato Donatella Cinelli Colombini. Il riconoscimento “Io e Montalcino“, dedicato a un’interpretazione personale del territorio nei suoi aspetti storici, culturali, paesaggistici e agricoli, è stato assegnato a Francesca Ciancio per l’articolo “Montalcino oltre il Brunello“, pubblicato su Wine and Travel. Ad Andrea Cuomo è andato invece il Premio Consorzio del Brunello, riservato ai giornalisti italiani e stranieri specializzati nel settore vitivinicolo e dedicato al tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Cuomo è stato scelto per l’articolo “Brunello di Montalcino, l’annata 2021 è fragrante, definita e verticale”, pubblicato su Il Giornale.it. Il riconoscimento sarà consegnato dal presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei.

Un programma rivolto anche ai giovani

L’edizione 2026 comprende inoltre un programma rivolto ai giovani. Tre borse di studio sono destinate ad altrettanti corsisti selezionati tra gli studenti della Summer Academy dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena, che quest’anno riunisce 335 allievi provenienti da 45 Paesi nei 32 corsi in programma dal 6 luglio al primo settembre. Il Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena partecipa con il lavoro della studentessa ucraina Taisiia Makohn, che ha interpretato il tema “Il sogno e/è la realtà” attraverso un dipinto nato dalla propria esperienza di profuga da un Paese in guerra e ispirato a “La Liberté guidant le peuple” di Eugene Delacroix. La scuola LAO Le Arti Orafe Jewellery School di Firenze presenta invece i lavori di Alessandra Di Natale, “L’ingombro della realtà”, Arianna Belmonte, “Sognare ad occhi aperti”, Elena Bastanzio, “Caducità”, e Matilde Tambosi, “Il sogno è la realtà”. Fondata nel 1985 da Giò Carbone, la scuola è dedicata alla formazione nell’oreficeria tradizionale e contemporanea. Il programma coinvolge infine la Scuola Tessieri di Ponsacco (Pisa), centro di formazione nelle arti culinarie e nella pasticceria. Quattro studenti del Liceo Linguistico Lambruschini e dell’Istituto Agrario Ricasoli di Montalcino riceveranno mini borse di studio per frequentare corsi dedicati a “Luxury Wine” e “Transizione ecologica”.

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