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Porto di Gioia, Stasi: avviare procedura Zes

CATANZARO La vicepresidente della Regione Antonella Stasi ha presieduto a Palazzo Alemanni una riunione della task force per la zona economica speciale (Zes) per il Porto di Gioia Tauro. All`incont…

Pubblicato il: 05/09/2012 – 17:45
Porto di Gioia, Stasi: avviare procedura Zes

CATANZARO La vicepresidente della Regione Antonella Stasi ha presieduto a Palazzo Alemanni una riunione della task force per la zona economica speciale (Zes) per il Porto di Gioia Tauro. All`incontro erano presenti il presidente dell`Autorità Portuale di Gioia Tauro Giovanni Grimaldi, Domenico Bagalà (Mct), Marco Simonetti (Contship Italia), Francesco De Bonis (IcoBlg), Angelo Bilotta (Sea Work Service), Gualtiero Tarantini (Saimare) e i dirigenti regionali dei Dipartimenti Attività Produttive e Affari Comunitari. L`idea sviluppata e messa a punto è quella di realizzare una zona economica speciale (Zes), ovvero una zona in cui poter adottare specifiche leggi finanziarie ed economiche nella convinzione che un provvedimento simile possa stimolare una rapida crescita economica, attirando investitori stranieri, e numerose nazioni ne hanno già sperimentato gli effetti positivi. La costituzione di una Zes nell`area di Gioia Tauro, potrebbe interessare sia la zona franca attualmente esistente che le aree industriali e portuale, in totale fino ad un massimo di 740 ettari. Occorre precisare che le eventuali agevolazioni, non solo favorirebbero il rilancio di un area economicamente depressa, ma permetterebbero anche di consolidare le attività di transhipment, che comunque rimangono il motore primario di tutto lo sviluppo economico dell`area, favorendo la capacità del porto di Gioia Tauro di competere con i porti del Nord Africa, ovvero paesi extra comunitari. «Le Zone Franche-Zone Economiche speciali con forti defiscalizzazioni – ha dichiarato la vicepresidente Stasi – sono anche il punto forte del Piano in sei punti proposto dal Cancelliere della Germania Angela Merkel per gli Stati europei in particolare crisi, quindi anche per l`Italia. Il Piano, nelle sue linee essenziali è stato pubblicato nel periodico Der Spiegel, ed in Europa ci sono già esempi che dimostrano la possibilità di adottare questi provvedimenti speciali per favorire lo sviluppo di aree disagiate, dunque, defiscalizzazioni degli investimenti, dei profitti e dei principali costi, darebbero un vantaggio competitivo per attirare capitali, tecnologie, commerci creando ricchezza e soprattutto lavoro». «È intenzione del presidente Scopelliti – ha aggiunto la vicepresidente Stasi – avviare in breve tempo tutte le procedure necessarie al fine di presentare al governo nazionale la proposta di “Gioia Tauro Zona Economica Speciale” affinché vengano avviate dall`Italia velocemente le trattative con la Commissione Europea per l`approvazione del Piano che la Regione Calabria ha già preparato».
Intanto, in una nota, il segretario generale della Filt-Cgil, Domenico Laganà sostiene che «non c`è da stare allegri, si profilano 24 mesi di sofferenze economiche e ansie per i lavoratori del porto di Gioia Tauro, noi non abbiamo mai dimenticato che si sta parlando di Cigs. D`altronde le dichiarazioni su un noto quotidiano nazionale dell`amministratore delegato Mct sono inequivocabilmente chiare sui temi che destano preoccupazione ed attenzioni da parte della stessa azienda». La Filt Cgil, pur essendo il primo sindacato in Medcenter Container Terminal ed in tutta l`area portuale – prosegue Laganà – «non è mai stata di facili proclami e semplici enunciazioni, poiché la stessa ha sempre rispettato i lavoratori lavorando con attenzione e spesso in assoluto silenzio, perseguendo e diffondendo la verità, al fine di evitare inutili allarmismi soprattutto nei momenti di estrema difficoltà. E allora ci viene da chiederci: dove sono gli impegni dei tanto proclamati nuovi accordi che si sarebbero dovuti raggiungere in caso di esito negativo al referendum? Dove sono le verità di chi diceva che i rientri dalla cassa saranno solo per mesi interi e non per singole giornate?». «Una cosa è certa: non si può – sostiene ancora Laganà – sostenere che il futuro non lascia ancora oggi dubbi ed incertezze. Il mancato accordo del 30 luglio scorso di per sé non può essere una vittoria o una sconfitta. I lavoratori tutti, a prescindere dalle dichiarazioni rilasciate dai vari attori che lottano per avere un ruolo di primo piano sulle prime pagine dei quotidiani, sono purtroppo costretti ancora alla cassa integrazione straordinaria per una durata incerta e le regole del gioco verranno stabilite da Mct con la presentazione del piano di riorganizzazione entro la prima metà del mese di settembre, piano che sarà oggetto di verifica semestrale da parte del ministero e non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere in caso mancato accoglimento poiché lo Stato é alquanto restio all`erogazione di ammortizzatori sociali senza garanzie precise. Questa – conclude Laganà – è la verità».

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