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`NDRANGHETA A MILANO | Voti, appalti e il pallino dell`Expo

MILANO Muovono voti con facilità disarmante: nel Milanese come in Calabria. Li spostano con uno schiocco delle dita. E hanno, secondo i magistrati, «zone di tradizionale influenza»  situate a più di…

Pubblicato il: 10/10/2012 – 18:19
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`NDRANGHETA A MILANO | Voti, appalti e il pallino dell`Expo

MILANO Muovono voti con facilità disarmante: nel Milanese come in Calabria. Li spostano con uno schiocco delle dita. E hanno, secondo i magistrati, «zone di tradizionale influenza»  situate a più di mille chilometri dal loro luogo di nascita. In una pagina dell`ordinanza firmata dal gip di Milano, Alessandro Santangelo, c`è l`esatta suddivisione del procacciamento dei voti da parte dei vari boss, anche “storici”, della `ndrangheta in Lombardia a favore dell`assessore regionale, Domenico Zambetti, finito oggi in carcere.
Il politico, secondo l`accusa, avrebbe ottenuto circa 4 mila voti pagando 200 mila euro, ossia «50 euro a voto». La raccolta dei voti ando cosi`, secondo il gip: «Gli esponenti della cosca “Barbaro-Papalia” procuravano circa 500 voti nella loro area di tradizionale influenza (Corsico, Buccinasco e hinterland sud di Milano)»; Eugenio Costantino aveva procurato circa 700-800 voti nell`area del Magentino; nella città di Milano venivano raccolti complessivamente 2.500 voti di preferenza». A Milano «la maggior parte dei voti venivano raccolti da Ambrogio Crespi», il fratello del noto sondaggista.
Per portare voti a Zambetti gli uomini dei clan avevano preso anche «contatti con il gruppo criminale capeggiato da Pepè Onorato», “storico” capo della `ndrangheta in Lombardia e anche con la «criminalita` campana e siciliana». Poi anche contatti con Antonio Paolo e Giuseppe Ferraro dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara. Uno degli arrestati, Giuseppe D`Agostino, avrebbe contattato «anche Pio Domenico classe 1946, uno dei capi della locale della `ndrangheta di Desio».
La `ndrangheta lumbard si muoveva per Zambetti. E sapeva bene quanto valeva il suo appoggio. Nell`ordinanza di custodia cautelare a carico di 29 persone, il gip riporta una conversazione ambientale tra due degli arrestati, Eugenio Costantino e Ciro Simonte, nella quale, a un certo punto il primo afferma: «Grazie a questi spiccioli Zambetti è stato eletto, altrimenti chi cazzo lo eleggeva, sai quanto prendeva lui, 6-7 mila voti». Frasi che – spiega il gip – si riferiscono chiaramente alle consultazioni elettorali regionali del 2010 e dalle quali si evince che secondo i calcoli di Costantino, le cosche della `ndrangheta hanno fornito a Zambetti un numero di circa 3.500-4.000 preferenze garantendogli l`elezione, mentre quest`ultimo si era impegnato a erogare come corrispettivo di questo consistente pacchetto di voti, una somma in denaro contante indicata nella cifra complessiva di 200mila euro». La conversazione tra Costantino e Simonte viene registrata mentre i due, a bordo di una Bmw, discutono su come spartirsi una somma di denaro contante che Costantino ha appena ritirato da Zambetti. «Lo stesso Costantino – scrive il gip – afferma esplicitamente che si tratta dell`importo complessivo di 30mila euro, e ordina a Simonte di contare la cifra e di dividerla a due parti uguali, di cui 15.000 euro spettanti a lui stesso, e gli altri 15.000 da consegnare a Gianni Lauria e destinati a Giuseppe D`Agostino».
«Se non arrivavano questi 15.000 euro eravamo nella merda – dice a un certo punto Costantino –, ma io ne ero convinto e sicuro… Zambettino… Zambetti… Comunque non penso che si tira indietro… All`inizio ha giocato un po`, si è fatto i cazzi suoi… Eh  caro Ciruzzu, noi siamo stati quelli che abbiamo fatto di più… Ha pagato… A lui gli sarà costata 200 mila euro, Ciro, ma tu lo hai capito che gli hai dato 3mila voti, 3.500 voti? Nel mio piccolo io, nel `Magentino` gli ho fatto dare 700/800 voti? Ma stiamo scherzando? Sono spiccioli questi…».
Un meccanismo ben collaudato, capace di spostare pacchetti di voti. E di farlo spesso. Anche questa considerazione emerge dall`ordinanza. Dopo essersi vantato di fare «parecchie campagne elettorali, quelle del Comune di Milano e le provinciali», Eugenio Costantino, di origini cosentine, uno degli arrestati nel blitz antindrangheta, entra nel dettaglio di quella che sta svolgendo per l`assessore regionale Domenico Zambetti. In un`intercettazione ambientale del 13 giugno 2011, Costantino esprime stupore: «Guarda che ne sto vedendo di tutti i colori… Più che organizzare cene non si fa, non voglio esagerare, ho organizzato forse duecento cene fino ad adesso… Intanto si mangia, dopo finisce e promettono il mare, il mondo, guarda è una cosa allucinante… Lo sanno, purtroppo in quel momento ci credono e ti promettono questo. La campagna dell`assessorato più dei quella governativa è una cosa spaventosa. Oh, l`assessore che gli abbiamo fatto la campagna elettorale ha speso più di quattro milioni di euro, mamma mia più 4 milioni”.
L`ordinanza della Dda milanese racconta il prima (la campagna elettorale) e il dopo (le richieste dei clan). E, come in ogni inchiesta che abbia la Lombardia come epicentro. Spunta l`Expo. A parlarne sono due degli indagati, entrambi destinatari del provvedimento di custodia cautelare, Eugenio Costantino e Alessandro Gugliotta. È Costantino a prospettare al suo interlocutore, durante una conversazione intercettata, «la possibilità – riporta il gip – di ottenere agevolazioni nell`assegnazione di lavori e appalti pubblici gestiti dalla Regione Lombardia come reiteratamente promessogli dallo stesso assessore regionale Domenico Zambetti». «Pero`, adesso ti faccio un esempio… se Zambetti ci dà un lavoro, o noi gli diciamo: “Immo, guarda che c`è quel lavoro, c`è che ce lo devi far dare, adesso tu sai che c`è l`Expo, lui ci può aiutare, e lì guadagniamo tutti noi…Noi dobbiamo dirgli: “Immo noi sappiamo che c`è il bando di questa cosa, lui me l`ha detto chiaro, noi sappiamo che lì si può prendere… lui farà di tutto per farcelo avere… lui ci aiuta non è una  persona cattiva a me risponde sempre al telefono quando lo chiamo… Glielo diciamo, ci devi fare prendere questo lavoro e lui vedrai ce lo farà prendere… e vedi che guadagniamo anche noi anche perché noi le imprese ce le abbiamo, le cooperative ci sono, però lui ha detto anche una cosa, se voi trovate un lavoro segnalatemelo… quindi noi dobbiamo trovare dei lavori e lui ce li fa fare in qualche modo…». «Appare evidente – commenta il gip – che la capacità di influenza che i calabresi hanno raggiunto nei confronti di Zambetti è elevatissima. In tal senso, pensando di inserirsi nel meccanismo deviato degli appalti pubblici, l`attenzione delle cosche è evidentemente concentrata anche sui lavori dell`Expo 2015». Basta seguire i soldi e la politica peggiore: lì si trova la `ndrangheta.

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