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LE MANI SULLA LEONIA | Il trucco delle multi-card

REGGIO CALABRIA Una multi-card per aggirare l`interdittiva antimafia. In sostanza è quello che avrebbero adottato i Fontana e la Leonia per quanto riguarda il rifornimento di carburante nei mezzi del…

Pubblicato il: 10/10/2012 – 18:38
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LE MANI SULLA LEONIA | Il trucco delle multi-card

REGGIO CALABRIA Una multi-card per aggirare l`interdittiva antimafia. In sostanza è quello che avrebbero adottato i Fontana e la Leonia per quanto riguarda il rifornimento di carburante nei mezzi della società mista. «Le indagini tecniche hanno confermato come sia i dirigenti della Leonia, sia Fontana Giuseppe – seppur consapevoli delle interdizioni disposte dal Tar per “pericolo di tentativi di infiltrazioni mafiose” – abbiano intrapreso “altre strade” per mantenere i rapporti commerciali, non palesemente individuabili dai normali contratti aziendali e abilmente schermate da altre società». L`obiettivo degli indagati nell`inchiesta della Dda era quello di bypassare i provvedimenti della prefettura e del tribunale amminstrativo. Si tratta di carte di credito emesse dalla società petrolifera Eni e questo avrebbe consentito alla municipalizzata diretta dall`ingegnere Bruno De Caria di non avere un rapporto diretto con la famiglia Fontana. A seguito di un contratto di fornitura di carburante, stipulato proprio tra la Leonia e l’Eni, grazie a queste multi-card, De Caria infatti aveva risolto le eventuali «problematiche territoriali», in quanto formalmente ha rapporti solo con il colosso petrolifero, a prescindere dalla stazione di servizio (guarda caso dei Fontana) ove avviene la materiale erogazione di carburante. «Lo stratagemma delle multi-card – scrive il gip nell`ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dalla guardia di finanza e dalla squadra mobile – è risultato assolutamente efficace per sviare qualsiasi sospetto di infiltrazione mafiosa; infatti, tale “scelta aziendale” consente alla Leonia Spa di non dover richiedere alla locale prefettura alcuna “certificazione antimafia”, in quanto il fornitore è l’Eni prescindendo dalla stazione di servizio che materialmente eroga il prodotto petrolifero che, anche qui “casualmente” sono “le colonnine” dei Fontana. In altre parole, in barba all’interdittiva antimafia (prefettizia ovvero del Tar), il “disponibile” quadro dirigenziale della Leonia spa – ovvero a mezzo suoi dipendenti – ha scientemente consentito il rifornimento presso le stazioni di servizio dei Fontana in ciò favorendo l’illecito arricchimento della cosca di `ndrangheta».

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