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PALAZZO INFETTO | La vera storia della Multiservizi

REGGIO CALABRIA Tra gli elementi che hanno convinto il governo convergere sullo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria c`è sicuramente il caso della Multiservizi, la società a capital…

Pubblicato il: 10/10/2012 – 19:58
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PALAZZO INFETTO | La vera storia della Multiservizi

REGGIO CALABRIA Tra gli elementi che hanno convinto il governo convergere sullo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria c`è sicuramente il caso della Multiservizi, la società a capitale misto (la cui maggioranza appartiene al Comune) che le inchieste giudiziarie hanno dimostrato essere una propaggine della cosca Tegano. Di questo ne è consapevole pure il governatore Peppe Scopelliti che, tuttavia, non ha perso occasione durante l`ultimo consiglio regionale per rovesciare il quadro tirando fuori un vecchio articolo del Sole 24 Ore datato 25 maggio 2002 in cui Demetrio Naccari Carlizzi (ex sindaco del centrosinistra) annunciava il completamento della procedura di scelta dei partner privati di 4 società miste su 5. Tra queste c’era – suggerisce il governatore – anche la società poi risultata infiltrata dalla cosca Tegano. «Qualcuno si era preoccupato prima di noi di costituire queste società miste, e oggi fa il moralizzatore», ha commentato, evidentemente inviperito. «Pensate che questa sia democrazia?», ha aggiunto polemico.
Fin qui la polemica politica. Altra cosa sono i fatti di cronaca. Per ricostruire l`infiltrazione dei clan nella società mista bisogna tornare al 2001, quando il Comune di Reggio emette  “Avviso pubblico per la scelta di un socio per la costituzione di una società per azioni Multiservizi”. Si presentano in quattro: due vengono escluse per mancanza di requisiti, la terza cordata, invece, guidata dalla Siram (anch`essa lambita dall`inchiesta milanese sul “cerchio magico” leghista) si ritira. Vince l`associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Ingest Facility controllata totalmente dal colosso dell`automobile Fiat e capace, da sola, di avere tutti i requisiti necessari. Aggiudicata la gara, viene creata la società di scopo Gst. La Ingest a poco a poco cede le quote fino a lasciare del tutto. L`addio del gruppo torinese avviene nel periodo in cui la città dello Stretto è governata dal centrodestra. Così restano così come soci privati la “Ingg. Demetrio, Pietro e Domenico Cozzupoli s.n.c.”, la “Recim srl” e la “Tibi 15 S.r.l.”, tutte con il 33% delle quote.
Senza la “Ingest Facility Spa” (che va via nel 2005 quando l`amministrazione comunale è guidata dal sindaco Scopelliti), quindi, non si sarebbe costituita la società di scopo che, in minoranza, vedeva la “Tibi 15” (oggi in liquidazione e sostituita dalla “Brick srl”) di Michelangelo Tibaldi e la “Ingg. Demetrio, Pietro, Domenico Cozzupoli srl”.
Quando l`ex amministratore delegato della Ingesti Bellusci presentò le dimissioni nessuno si stracciò le vesti. Anzi. In forza di un parere legale di parte, i soci di minoranza rilevarono le quote che erano della “Ingest” e tennero in vita una società che, di fatto, non aveva più i requisiti di quella che aveva vinto la gara d`appalto.

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